“Mi mancava, non avevo dubbi”. La **questione delle difficoltà negli scontri diretti** torna inevitabilmente protagonista alla vigilia di **Inter-Napoli**. **Cristian Chivu**, in conferenza stampa, dà il via a un botta e risposta con un giornalista sul tema: “Vorrei capire quali sono gli scontri diretti: quelli con chi finisce tra le prime quattro, o quelli legati alla tradizione e alla storia delle partite? Quali sono gli scontri diretti?”, ha chiesto interrompendo la domanda.
Alla replica che sono quelli tra le squadre che corrono per lo scudetto, Chivu ha replicato: “E allora **Juventus e Milan** dove li lasciamo? Le mettiamo fuori perché sono arrivate lontane? Io non accuso né critico nessuno: chiedo solo per capire. Comunque, il **Napoli** secondo sicuramente è uno scontro diretto”.
A questa notazione, la replica è stata che Juventus e Milan sono scontri diretti, dando di nuovo la parola a Chivu: “Allora però parliamo di tradizione. E però anche il **Como** ormai è uno scontro diretto. Io giudico tanti gli scontri diretti, anche quelli con l’ultima in classifica”.
Si arriva così al peso specifico, anche mentale: “Le mie lezioni rispetto all’anno scorso le ho imparate, alla terza avevamo già due sconfitte e nonostante questo abbiamo vinto. Sì, è uno scontro diretto ma per noi tutte le partite sono importanti. Anche quando si gioca con l’ultima. Siamo consapevoli di quello che siamo e che vogliamo fare, ma pure consapevoli che a volte si può perdere e l’importante è come reagisci. Domani giochiamo con una squadra forte, noi abbiamo creato certi standard e loro hanno vinto due scudetti negli ultimi anni: rispettiamo l’avversario, sapendo che non sarà facile. Il Napoli, dopo la sconfitta in casa, vorrà far vedere perché ha vinto due scudetti in quattro anni”.