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Stoccata da parte del tecnico rumeno alle rivali storiche, con cui l'anno scorso ha fatto fatica.
****Grande consapevolezza, o forse un piccolo nervo scoperto?**** L'espressione ****“scontro diretto”,**** resta complicata e indigesta, per Cristian ****Chivu**** e la sua ****Inter****, nonostante ****la doppia vittoria di scudetto e Coppa Italia****. Domani sulla strada del rumeno, a San Siro, c'è proprio il Napoli di Max ****Allegri****, che in versione __Diavolo__ ****vinse due derby su due l’anno passato****, lasciando le briciole ai nerazzurri, che non riuscirono mai a scalfirlo.
* In generale, ****nelle sfide di tradizione contro rivali cittadini e Juventus****, l'anno scorso non è andata bene all'Inter per usare un eufemismo: ****due ko contro i rossoneri, una sconfitta bruciante**** per 4-3 proprio alla terza giornata contro Tudor, poi esonerato, e ****la discussa vittoria di San SIro**** segnata dal rosso a Kalulu e dalla mancata espulsione a Bastoni. ****Tre punti sui dodici disponibili,**** che probabilmente turbano ancora i sonni di Chivu, nonostante la conquista di due trofei.
* Nella sua prima stagione da tecnico nerazzurro, è indubbio che ****il tallone d'Achille**** per l'ex Parma siano state proprio ****le sfide contro le pari grado, almeno sulla carta:**** non Como e Roma, con Fabregas e Gasperini regolati quattro volte su quattro, ma in un caso il Napoli e in tre proprio le rivali storiche, oltre ai ko in Champions League contro le cosiddette big.
* E allora Chivu usa l'ironia ma si intravede anche un po' di amarezza, quando gli viene rivolta la domanda: __“Mi mancavano queste due parole…__ _****E poi cosa vuol dire ‘scontro diretto’? Affrontare le grandi squadre per tradizione in generale o solo le squadre che arrivano tra le prime quattro? E allora Milan e Juve dove le lasciamo, perché l'anno scorso sono finite tanto indietro****___. Quelli non sono più scontri diretti? Napoli e Como invece sono scontri diretti? In realtà, per me sono tutti degli scontri diretti, anche contro le ultime…"__
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* In questa stagione, con un anno di esperienza, uno scudetto e una Coppa Italia in bacheca, e con un mercato che ha portato pezzi da 90 come Stones, Spence e Jones, tre nazionali inglesi, e che consente all'Inter di avere praticamente due rose fortissime e quasi di pari livello, come PSG e Bayern Monaco, la lente d'ingrandimento sarà posta proprio sulle partite di cartello, a partire proprio dal Napoli, e sulle sfide d'elite in Champions League: i nerazzurri dovranno essere bravi a gestire la doppia competizione, con l'obiettivo minimo dei quarti di Champions