Il mercato ha modificato anche l’assetto del gruppo bianconero, che cerca nuovi equilibri. Ma le sensazioni alla Continassa sono già positive: il turco si sta rivelando anche un importante uomo-squadra
TORINO - Geografia e dinamiche dello spogliatoio juventino sono cambiate, dopo una campagna di mercato a dir poco massiccia: solo per quanto concerne la prima squadra, sono nove i volti nuovi e dieci le uscite, alcune delle quali di spessore a livello di peso specifico all’interno del gruppo bianconero a disposizione di Spalletti. Tra le tante critiche arrivate nella passata stagione, derivanti anche dai risultati come è ovvio che sia, c’era la mancanza di personalità, in campo e fuori. Carnevali e Massara hanno lavorato anche in questo senso, cercando di far convivere quanto più possibile le esigenze tecnico-tattiche alle necessità caratteriali di un insieme di calciatori da rinforzare sotto tanti aspetti. Si è fatto il possibile e anche di più per alzare il livello, di qualità e anche di carisma: gli equilibri vanno trovati giorno dopo giorno, ma qualcosa si incomincia a intravedere. E nelle mappa delle nuove gerarchie dello spogliatoio bianconero c’è anche qualche insospettabile o quasi.
Il ruolo e la presenza di Celik, per esempio, è forse sottovalutato all’interno dell’ecosistema dell’universo bianconero, ma il turco è il classico leader silenzioso: più delle parole, lascia parlare l’esempio, il comportamento, il lavoro quotidiano in campo. L’attitudine del combattente ce l’ha di natura, il terzino, e a Roma, la città dei gladiatori, l’ha ulteriormente perfezionata, portandola a un livello di eccellenza che determina poi il diventare indispensabile per ogni allenatore che si ritrovi a lavorarci insieme. Succedeva con Gasperini, capita ora con Spalletti, che gli ha prontamente affidato la fascia sinistra, dovendo tamponare a causa dell’inizio tutt’altro che esplosivo di Cambiaso, complice anche un infortunio che rischia di fargli saltare del tutto il match di domani sera allo Stadium contro il Milan.