Tutto diverso dall’anno scorso. Gli alti centrali di Amorim sono pericolosi con le riaggressioni, ma Lucio ha la contromossa
Una linea rossa, marcata e indelebile da apporre allo scialbo “spettacolo” andato in scena a San Siro pochi mesi fa. Quello 0-0 dal retrogusto rinunciatario. Un patto di non belligeranza che poneva le sue radici nell’illusione di blindare i rispettivi piazzamenti in zona Champions. A posteriori, un suicidio sportivo che ha condannato in toto sia il Milan che la Juventus a guardare l’Europa dei grandi dalla finestra e regalato al pubblico - forse - la più brutta gara del passato campionato. Ecco, cancellate tutto, perché il match in programma domani sera all’Allianz pare intriso di un’elettricità del tutto nuova.
Sono cambiati gli interpreti e, soprattutto, l’approccio tattico di una delle due pretendenti. Amorim, nel corso dell’estate, ha strappato il vestito prudente della gestione Allegri per disegnare un Milan più propositivo, spigliato e corto. Non si tratta più di una squadra asserragliata nella propria metà campo e che fa delle ripartenze la sua principale soluzione offensiva. Al contrario, i rossoneri sono nel bel mezzo di una ristrutturazione che ha nelle riaggressioni alte uomo su uomo e in un’uscita palla rapida i propri capisaldi tecnici. Il trio difensivo, in cui dovrebbero figurare Gila, De Winter e Pavlovic, accetterà costantemente di rompere la linea per tentare l’anticipo e soffocare la manovra bianconera.