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Inter nos Chivu LautaroGetty Images
San Siro ruggisce per l'emozionante rimonta sul Napoli di Allegri firmata dalla Thu-La.
Inter-Napoli è un bello spot per il calcio italiano: Cristian Chivu e Massimiliano Allegri sono d'accordo. La pensano così tutti gli spettatori davanti alla tv e il pubblico presente a San Siro, che ruggisce per la rimonta dei campioni sui vicecampioni d'Italia.
Lo 0-0 del primo tempo è un punteggio bugiardo, vedere per credere le numerose occasioni create da entrambe le squadre: dal primo tiro in porta di Diouf alla traversa di Dimarco su punizione, passando per le parate di Martinez e Meret su Hojlund e Lautaro.
La musica non cambia nella ripresa, quando però arrivano ben 5 goal. Il micidiale uno-due firmato da Politano e Hojlund avrebbe steso chiunque in Serie A, ma non l'Inter. Che si rialza subito grazie alla premiata ditta Lautaro (su solito assist di Dimarco) e Thuram, autore del momentaneo pareggio con un colpo di testa su cross di Carlos Augusto dopo aver colpito un palo. In campo si nota un cambio di passo degno della mezzofondista Nadia Battocletti, presente in tribuna.
A questo punto, più che squadre di calcio, Inter e Napoli sembrano pugili che abbassano la guardia e se le danno di santa ragione. All'occasione di Thuram rispondono quelle di Neres e Anguissa, prima del colpo del definitivo ko messo a segno da Lautaro.
L'esultanza del capitano che si arrampica sotto la Curva Nord e sopra ai propri compagni di squadra è destinata a restare nella storia nerazzurra, un po' come quella in occasione del derby vinto in semifinale di Champions League.
CHIVU SU JUVE-MILAN
A proposito del Milan e della sfida di stasera con la Juventus, nel dopo-gara Chivu prova a chiarire una sua dichiarazione rilasciata nella conferenza stampa della vigilia: "La mia era una domanda rivolta al giornalista che me l'aveva chiesto, per capire quello che intende lui per scontri diretti. Senza mancare di rispetto a Milan e Juve, due società alle quali io porto grande rispetto. Poi non viene riportato quello che dico alla fine: per me sono tutti scontri diretti, anche contro l'ultima in classifica".
A onor del vero, ecco la versione integrale di quel passaggio incriminato nella conferenza stampa di venerdì ad Appiano Gentile.
Chivu: "Quali sono gli scontri diretti? Quelli fra squadre che finiscono nelle prime quattro posizioni in classifica o in generale per tradizione e per storia di qualche partita?".
Giornalista: "Contro squadre che possono vincere lo Scudetto".
Chivu: "E allora Milan e Juve l'anno scorso dove li lasciamo? Perché sono finiti tanto indietro, quelli non sono più scontri diretti? Chiedo perché devo capire, io non accuso nessuno. Il Napoli che è finito secondo è uno scontro diretto, giusto? Allora siamo d'accordo".
Giornalista: "Ma anche Juve e Milan sono scontri diretti per l'importanza delle partite".
Chivu: "Allora parliamo di tradizione, allora vale tutto. Anche il Como ormai è uno scontro diretto e lo è per qualità. Io ho la mia idea: gli scontri diretti sono tanti, anche quando giochi con l'ultima in classifica perché il campionato dura 38 partite e anche quelli sono punti ugualmente importanti".
CON LAUTARO ALLA VELASCO
Ieri in conferenza stampa a Ruben Amorim e a Luciano Spalletti è stato chiesto di "rispondere a Chivu, che dice che Juventus-Milan non è una sfida Scudetto". Una frase mai pronunciata dall'allenatore dell'Inter, comunque applaudito dal popolo social nerazzurro, gasato da questo tema. Che però rischia di trasformarsi in un boomerang che carica gli avversari, come traspare dalle parole di Spalletti: "Chivu è sincero e lo apprezzo, le sue parole devono essere un ulteriore stimolo a dare il massimo per ridurre il gap con le squadre più forti del campionato".
A proposito, come ribadito anche dal presidente Marotta prima della sfida al Napoli, quest'anno l'Inter ha maggiore consapevolezza della propria forza. L'importante è non farla sfociare in presunzione o in ossessione.
In questo senso, durante l'hydration break del secondo tempo, Chivu è stato bravo a calmare Barella e Lautaro, ammonito per proteste e a rischio espulsione.
Una mossa degna del grande Julio Velasco. Oggi l'Italvolley gioca la finale degli Europei in Turchia contro le padrone di casa, ma saggiamente il coach argentino ricorda alle proprie ragazze: "Cosa succede se perdiamo? Nulla. Dobbiamo avere la voglia di vincere, non l'obbligo".