Primo Piano
Le critiche al Milan dopo la prestazione di ieri contro la Juventus non si sono fatte attendere, ma per Amorim ci sono varie attenuanti.
Le critiche al **Milan** dopo la **prestazione** di ieri contro la **Juventus** non si sono fatte attendere. E anche il sottoscritto, al fischio finale del match dell'Allianz Stadium, ha commentando la prova di Rabiot e compagni in maniera **abbastanza** **negativa**. Ma, a tal proposito, bisogna fare una precisazione: non si può eccedere nel considerare la partita di ieri con un peso importante nel **giudizio** sul **progetto** del **Milan**.
**MILAN, TANTE ATTENUANTI**
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Perché è ancora molto **presto** - è solo la terza giornata di campionato - e si giocava contro la **Juventus** di Luciano Spalletti a Torino, squadra che, tendenzialmente, **crea tantissimo** (finalizzando poco) e **concede pochissimo** (subendo sempre gol); la squadra di **Amorim**, invece, non è mai stata realmente in balia dell'avversario, concedendo solo qualche contropiede e qualche palla inattiva ai bianconeri, generate da errori un po' sciocchi in fase di possesso, per esempio, di Musah e Saelemaekers. È mancata di certo in fase offensiva, in cui è stata arida di idee e povera di spirito. Ma, come scriveva Alessandro Manzoni, _uno il coraggio non se lo può dare_. E ci aggiungerei io: **neanche la qualità** tecnica. Amorim non ha ancora individuato il suo **undici titolare tipo**, anche per la condizione non eccelsa di alcuni titolari che giocano solo a sprazzi (si veda **Rabiot** e il nuovo acquisto **Diego Moreira**) o che non si sono ancora visti (**Pulisic** su tutti).
Perché l'idea del tecnico può essere anche quella di attaccare con tanti uomini e di cercare di dominare il gioco, ma se chi va in campo non ha la personalità mentale e tecnica per farlo - ieri, molto spesso, si è preferiti tornare indietro a girare il pallone invede di tentare la giocata, anche per merito dell'aggressività di Nico Gonzalez e compagni - è difficile che si veda qualcosa. Anche i migliori, tra l'altro, hanno steccato la partita: basti pensare alla prova di Goncalo Ramos, tanto macchinoso e quanto isolato, e di Rabiot - per me il peggiore in campo -, autore di troppi passaggi sbagliati e incapace di trovare le zolle giuste di campo con Diego Moreira, sia nel pestargli i piedi sulle azioni manovrate che nel non portargli via l'uomo negli uno contro due a campo aperto.
**SI PAZIENTI CON AMORIM**
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Ergo: serve avere **pazienza**. Perché la stoffa c'è, anche se non pregiatissima e con qualche toppa di troppo, ma c'è. **Amorim** sta lavorando bene, perché i **principi** di **gioco** si intravedono anche quando la squadra non li mette in vetrina. Aspettarsi tutto e subito non è il giusto approccio. Lasciar lavorare la squadra, comunque commentado ciò che si vede senza lesinare complimenti e critiche ove servino per il sacrosanto dovere di cronaca, è la cosa migliore che si possa fare. E non è questione di fare i pompieri: c'è troppa poca paglia affinché possa divampare un incendio. Vedremo e valuteremo col passare del tempo e delle partite. A Roma l'_ardua_ _sentenza_, sempre per restare in tema Manzoni.
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