Carnevali e Massara ne seguono la crescita passo dopo passo: restano un patrimonio del club. I giovani bianconeri in prestito segnano e danno spettacolo
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Talento è la parola che accomuna Adin Licina e Vasilije Adzic, patrimonio dell’umanità bianconera per gli anni a venire, ma non nel presente: scelte diverse, anche per tutelare l’investimento. Un anno di differenza, classe 2007 il tedesco, 2006 il montenegrino, ruoli differenti, però stessa capacità di dare del tu al pallone, uno mancino puro e l’altro destro: la Juve ha deciso per loro - e con loro - di intraprendere un percorso di crescita altrove, senza tuttavia perderne il controllo. Licina ha scelto una Serie B nobile con la Cremonese in prestito secco per una stagione, Adzic è andato a farsi le ossa in una palestra di prima fascia come il Sassuolo, in prestito oneroso (500 mila euro) con diritto di riscatto per i neroverdi a 12 milioni e contro opzione per i bianconeri per ulteriori 1,7 milioni. Entrambi stanno strabiliando in questo avvio di stagione: gol, assist e spettacolo.
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Tanto che qualcuno si è chiesto: ma non sarebbe stata cosa buona e giusta tenerli e provare a lanciarli? L’idea della Juve, sposata anche da Spalletti, è diversa: c’era bisogno di aria nuova e spazio, anche la possibilità di sbagliare, di correre il rischio della giocata senza bruciarsi, di alleggerire la pressione in piazze formative ma non schiaccianti in provincia.