
.png?quality=60&auto=webp&format=pjpg&width=1400)Getty Images
Ultimi aggiornamenti: 08 set 2026, 11:13
Dopo tre giornate, tanti infortuni e un attacco che piange: decisivo il lavoro del tecnico
****Più infortunati che punti in classifica: nove a sette.**** E' questo il ****bilancio delle prime tre giornate di campionato in casa Juventus****. In infermeria, con problemi più o meno seri e con tempistiche più o meno lunghe, ci sono: ****Yildiz, Thuram, Locatelli, McKennie, Cambiaso, Boga, Ekhator, Cabal e Sarr****. In campo, ci sono state le vittorie con Frosinone e Parma, seguite dal pareggio con il Milan.
Il finale di mercato e questo inizio di campionato così particolare spiegano meglio di ogni parola ****l'enorme sfida che attende in questa stagione la Juve, e tutte le contraddizioni dell'ennesimo anno zero**** della recente storia bianconera.
* ****Partiamo dagli infortuni. Le cause sono diverse****, perché si va da infortuni traumatici (Yildiz) a guai muscolari pregressi (Thuram) per finire con piccoli acciacchi che arrivano da altre esperienze (Sarr), ma forse, tirando le somme, si può trovare ****un filo conduttore****. E si può pensare che una delle cause che hanno portato la Juventus, negli ultimi anni, a essere la squadra mediamente con più calciatori infortunati di tutta la Serie A sia da ricercare anche nei ****continui cambi avvenuti alla Continassa.****
Perché così come ai piani alti si sono avvicendati i vari Paratici, Cherubini, Giuntoli, Comolli e Carnevali, e in panchina Allegri, Sarri, Pirlo, ancora Allegri, Motta, Tudor e Spalletti, ****anche la figura del preparatore atletico bianconero ha vissuto una travagliata vicenda di continui cambiamenti****. Dopo i cinque anni di Simone Folletti fra il 2014 e il 2019, ****dal 2019 ad oggi si sono susseguiti: Losi, Ranzato, Bertelli, ancora Folletti, Colinet, Licini, Pertusio, Ragnacci e, ora, Sinatti. Continui cambiamenti che certo non aiutano****.
* ****Sono la stabilità e la continuità che la Juventus cerca, in ogni ambito**** del suo lavoro, dalla dirigenza alla panchina, fino al lavoro di campo. ****La conferma di Spalletti****, fortemente caldeggiata da Elkann e Chiellini, è pensata in quest'ottica. E l'insediamento di ****Carnevali e Massara**** è stato immaginato con l'intento di ****costruire le fondamenta per una lunga stabilità, per aprire un ciclo****.
* Certo, gli attuali dirigenti, freschi di nomina da pochissimi mesi, in questi giorni stanno verificando dal vivo ****tutte le contraddizioni che sono frutto dei continui ribaltoni**** di cui la Juventus è stata protagonista negli ultimi anni. A****lcuni esempi per rendere l'idea: i goal e gli assist di Nico Gonzalez, Koopmeiners e Gatti****, giocatori che non sono partiti in estate solo perché non è arrivata l'offerta giusta; ****il pessimo inizio di stagione di Kolo Muani****, preso da Giuntoli, poi inseguito da Comolli e infine ripreso da Carnevali, un lungo inseguimento per ora infruttuoso, con il carico delle frecciate di Spalletti; infine, ****un attacco che non segna mentre quasi tutti i giocatori offensivi che hanno lasciato la Juve stanno andando in goal**** nelle loro nuove squadre (Vlahovic, Openda e Licina).
* La conclusione è che ****sia la dirigenza che Spalletti hanno di che riflettere.**** Di lavoro ce n'è tanto da fare, così come tante sono anche le potenzialità della rosa. In questa fase, dopo che la dirigenza ha fatto il suo sul mercato, ****spetta soprattutto al tecnico trovare soluzioni, magari anche inventandosene di nuove e che escano dallo spartito ormai consolidato del 4-2-3-1, per migliorare la produzione in zona d'attacco****. La difesa è solida: ****il divario con Inter e Roma oggi è tutto in attacco, nel numero di goal fatti, non in quelli subiti****.