L'allenatore del Milan lo sta gestendo ma non ha paura di affidargli grandi responsabilità: sullo sfondo, la possibile convocazione in Azzurro
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Un inizio così non se lo aspettava nessuno: gol alla prima contro il Torino, gol alla terza contro la Juventus. Alphadjo Cisse ha impattato con la Serie A e con il mondo Milan alla grandissima, con la serenità e la nonchalance che lo contraddistinguono. Il sorriso, il viso dai tratti molto giovanili e lo spirito libero dimostrano tutti i suoi 19 anni (che ad ottobre saranno 20), ma non tradiscono una personalità che si è già mostrata forte nei primi scampoli di calcio di altissimo livello. Perché Alfa - come tutti lo chiamano dalle parti di Milanello - è un ragazzo che non ha paura di osare: sa di avere talento, sa di avere qualità e sa che questo è il momento in cui può giocarsi le sue carte, dimostrando a tutti di che pasta è fatto. Con calma, però.
Cisse, la gestione di Amorim
ALBORI. Pazienza è la parola chiave di questa primissima parte del progetto Amorim con il Milan ed è la parola chiave anche per gli albori della carriera di Cisse: non si può chiedere tutto e subito a un ragazzo così giovane ai primi germogli di carriera sui grandissimi palcoscenici. È anche chiaro, però, che ad un ragazzo di questo talento, le responsabilità possono certamente essere affidate. Amorim gliele ha date alla prima giornata contro il Torino, lasciandogli subito la maglia da titolare e venendo ripagato con il gol del vantaggio rossonero. Ha replicato all'esordio a San Siro contro il Venezia, senza lasciare il suo marchio nel referto, ma con giocate di qualità e di spensieratezza che hanno convinto il pubblico presente. E poi dalla panchina contro la Juventus, la Vecchia Signora del calcio italiano, spaventata da un ragazzino che, entrato solo da pochissimi minuti, ha stoppato il pallone dolcemente con il sinistro, ha puntato i due avversari di fronte a lui e ha calciato con freddezza verso la porta di Vicario.
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Cisse, obiettivo Nazionale: Mancini lo osserva
AZZURRO. E ora, a proposito di responsabilità, tutto lascia pensare che Amorim possa ridargli nuovamente la maglia da titolare sabato sera all'Olimpico contro la Lazio. Da Torino a Roma, due città importanti e due squadre di livello contro cui dimostrare di essere già un giocatore importante per il Milan. E chissà che, sugli spalti dell'Olimpico, non ci possa essere anche Roberto Mancini, a breve chiamato a diramare la prima lista dei convocati azzurri dopo il suo ritorno sulla panchina della Nazionale italiana. Cisse fa parte di quei giovani di tal ento con i quali l'Italia può e deve ripartire, in un ruolo che negli ultimi anni non ha sfornato chissà quali giocatori.
In cosa può crescere Cisse
CRESCITA. A prescindere da quella che sarà la prestazione del numero 70 contro la Lazio e dalla eventuale chiamata di Mancini per la Nazionale, la carriera di Cisse dovrà proseguire gradualmente. La sua crescita, d'altronde, è appena cominciata e Amorim intende seguirla passo passo e con la massima cura: «Guardo Cisse e penso - ha spiegato l'allenatore - che possa fare ancora molto meglio». Può essere, per esempio, più continuo nelle giocate all'interno del match, più solido in alcune azioni, più dentro la manovra della formazione rossonera. Ma tutto questo verrà con calma. D'altronde, è solo all'inizio. Però l'impatto è stato forte.