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Ci sono storie che cominciano lontano dai riflettori, dove il calcio è ancora soltanto un pallone rincorso per strada e un sogno difficile persino da pronunciare. Quella di Augusto Sedorf Owusu nasce alla periferia di Torino, nella Barriera di Milano, e attraversa anni di sacrifici prima di affacciarsi alla porta della prima squadra. Il nome porta con sé l'ammirazione del padre per Clarence, leggenda del Milan, quasi una coincidenza capace di rendere ancora più particolare un percorso cresciuto interamente in bianconero.
Oggi quel bambino arrivato alla Juventus a otto anni si trova a un passo dal palcoscenico più importante, spinto da un'emergenza che potrebbe trasformarsi nella sua grande occasione. Perché, come ha spesso ricordato Spalletti, anche dai problemi possono nascere opportunità: per Owusu, quella opportunità può diventare concreta.
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L’emergenza apre una porta
L’infortunio di Locatelli ha complicato ulteriormente i piani di Spalletti, costringendo il tecnico a fare i conti con un centrocampo ridotto all’essenziale. Le alternative sono poche e le necessità della squadra rendono le scelte quasi obbligate, soprattutto in una fase della stagione nella quale ogni assenza pesa ancora di più. È proprio in questo scenario che il nome di Augusto Sedorf Owusu ha cominciato a guadagnare spazio nelle valutazioni dell’allenatore. Il classe 2005 è stato aggregato al gruppo, convocato e inserito sempre più stabilmente nelle dinamiche della prima squadra.