Dalle situazioni che esistevano già prima della partenza alla speranza di Spalletti: il punto e le considerazioni sull'emergenza bianconera
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La speranza dei tifosi bianconeri è la stessa di Spalletti: recuperare, già a partire da oggi con la ripresa degli allenamenti alla Continassa, almeno qualcuno dei nove calciatori infortunati. Un dato enorme che è frutto certamente di una sfortunata carambola di eventi: un concentrato di iella da far pensare che le cose non possano che andare meglio, per la legge dei grandi numeri. Eppure c’è chi, giusto o sbagliato che sia, si interroga sui perché di tanti infortuni: possibile che si tratti solo e soltanto di una dose extralarge di malasorte?
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In questi casi, nel sottobosco calcistico bianconero si tende a partire con la caccia alle streghe o più banalmente con una retrospettiva sulle cause che a volte scivola nella dietrologia: sarà mica colpa della tournée estiva? Del resto non è un mistero che i ritmi serrati di una spedizione di questo tipo, tra viaggi, allenamenti, eventi, tutto concentrato e frullato dall’altra parte del mondo, possa mettere a dura prova il fisico prima ancora che la mente.
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Della necessità di gestire forze e risorse ne aveva parlato proprio Spalletti stesso, sia a Hong Kong sia a Perth, le tappe della missione juventina nel profondo oriente. Ma le ragioni di tale, inestricabile concentrazione di infortuni non sono da attribuire alla tournée, per quanto probante e intensa.