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La scelta Juve, né Brozovic né altri: perché non arriva nessuno dal mercato nonostante gli infortuni

Dimenticatevi le dinamiche semplicistiche di “Football Manager”, il celebre videogame calcistico, dove basta un “click” per sostituire profili infortunati con i vari parametri zero rimasti liberi sul mercato. La realtà, infatti, è decisamente più fredda e sistematica, poiché risponde a logiche di incastro tutt’altro che flessibili. Guai, dunque, ad illudersi che l’infortunio di Locatelli - operatosi ieri a Lione e per il quale si teme uno stop dai 4 ai 6 mesi - possa spingere la Juve a fiondarsi su uno dei tanti nomi emersi nelle ultime ore. Da Brozovic a Bissouma, passando per Bennacer e Ndombelé. Il motivo riguarda proprio i criteri a cui devono sottostare i club di Serie A nelle redazione delle liste.

Ogni società a inizio stagione è chiamata a depositare in Lega una lista principale di 25 calciatori over 22 così composta: 4 posti spettano ai giocatori “Nation-Trained”, ovvero quelli cresciuti per almeno 3 stagioni in qualsiasi vivaio italiano tra i 15 e i 21 anni; 4 posti per i profili “Club-Trained”, cresciuti per almeno 3 stagioni nel settore giovanile del club in questione tra i 15 e i 21 anni; 17 posti liberi, occupabili da qualsiasi tipologia di calciatore senza vincoli di nazionalità o di vivaio di provenienza. Tutti i giocatori nati dal 1 gennaio 2004 in poi (gli under 22) vengono invece inseriti in una lista separata, del tutto priva da qualsiasi vincolo numerico o di nazionalità. Locatelli, per esempio, rientra nella categoria dei profili “Nation-trained”.

Cosa significa? Che se la Juve decidesse di tagliarlo momentaneamente dalla rosa (come fatto per Thuram) potrebbe sostituirlo solamente con un parametro zero cresciuto in un vivaio azzurro o con un under 22 rimasto libero. Ipotesi da scongiurare a prescindere, considerando la penuria tecnica degli interpreti a disposizione sul mercato. Tra i profili azzurri rilevabili a parametro zero, figurano infatti i soli Mazzitelli, Acerbi, Darmian, Castrovilli e Pavoletti. Insomma, il gioco non vale la candela… Per ingaggiare uno dei profili sopra-citati (Brozovic su tutti), la Juve si troverebbe dunque costretta a tagliare uno dei 17 giocatori liberi da vincoli. Viceversa, non potrà far altro che attendere il rientro del suo capitano, promuovendo in prima squadra un atleta della Next Gen o della Primavera.

Owusu prima di tutti: la scelta di Spalletti

Ed è proprio questa la strada che Spalletti dovrebbe intraprendere, con Owusu in cima alla lista dei candidati. Il centrocampista azzurro, del resto, ha preso all’intera fase di preparazione estiva con la prima squadra. Prima l’esordio nello 0-0 di Basilea, con l’ingresso a 15 minuti dalla fine al posto di Milik; poi le successive prove da subentrante contro Standard Liegi e Chelsea, nel corso della tournée tra Hong Kong e Perth. Un’opportunità d’oro, insomma, per un ragazzo che ha dimostrato di saperci stare tra i grandi. Ora la missione più complicata: intraprendere il sentiero della continuità. Le chance, del resto, non gli mancheranno. Impossibile credere che con il doppio impegno alle porte, Spalletti possa accontentarsi del trio Douglas Luiz-Koopmeiners-Sarr**. A Owusu il compito di blindare la sua permanenza a prescindere dai futuri rientri di Locatelli e Thuram.**

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