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Perché Camarda non gioca al Milan: zero minuti come Pulisic nelle prime tre giornate di…

Camarda Milan

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La spiegazione principale è quasi banale: Camarda è la riserva di fatto di Gonçalo Ramos. Che fin qui ha sempre giocato nel modulo a punta unica di Amorim, togliendo tutto lo spazio al compagno.

Niente ballottaggi, niente duelli per la stessa maglia. Neppure dopo gli addii dei vari Gimenez, Nkunku e Leao e il recupero lentissimo di Pulisic. Al Milan, in quel ruolo, non esistono gerarchie: Ramos è il 9 titolare e Camarda si deve accontentare delle briciole. O meglio: in questo momento, nemmeno di quelle.

Il portoghese gode della fiducia massima di Amorim, è il suo punto di riferimento offensivo. Sia quando se la cava egregiamente e segna, come contro il Venezia, sia quando non riesce a pungere, come nel posticipo invero deludente a livello collettivo contro la Juventus.

Francesco Camarda Lecce

Francesco Camarda Lecce

L'ANNO AL LECCE

Camarda è ben diverso da Ramos. Anche dal punto di vista anagrafico, naturalmente: è un classe 2008, il che significa che solamente a marzo è diventato maggiorenne. Con tutto quel che ne consegue dal punto di vista di una maturità che ancora non c'è.

Anche nell'anno di Lecce il gioiellino rossonero è apparso piuttosto acerbo. Sia dal punto di vista mentale che di un fisico ancora da completare.

Sono 21 le presenze collezionate in Serie A in Salento, ma appena 6 dal primo minuto. Il rigore fallito col Napoli all'andata ne ha condizionato il percorso, così come l'infortunio a una spalla che lo ha tenuto ai box da gennaio alla fine di aprile.

Non a caso il Lecce ha dovuto correre ai ripari a gennaio, portandosi a casa un terzo centravanti come Walid Cheddira. E alla fine si è salvato anche grazie alle 3 reti decisive collezionate dal marocchino nel finale di stagione.

UN'ESTATE A DUE VOLTI

Il Milan ha comunque deciso di riportarsi Camarda a casa. Nel contratto con il Lecce erano previsti sia un diritto di riscatto che di controriscatto. Ed entrambi i club lo hanno esercitato.

L'estate ha dato inizialmente discreti frutti. A partire dall'amichevole contro il Celticnella quale proprio Camarda, entrato tra primo e secondo tempo, ha evitato la sconfitta al Milan con una doppietta decisiva. Lì si è ricominciato a parlare di lui. E del ruolo che avrebbe potuto avere nella nuova squadra di Amorim.

"Lavoro al massimo per i colori che amo- diceva dopo quella partita -Ogni volta che scendo in campo in allenamento o partita do tutta la mia vita, so che non si possono perdere opportunità del genere. Mi aspetto di migliorare tanto".

I successivi test, contro Inter, Chelsea e Manchester United, non hanno però dato le stesse risposte. Camarda è sceso in campo per due volte dall'inizio e la terza per uno spezzone di partita. Sempre con risultati poco soddisfacenti. Di nuovo: ha 18 anni, serve tempo.

LA FIDUCIA DEL MILAN

La certezza è una sola: il Milan crede in Camarda. Anche se gli zero minuti messi assieme nelle prime tre giornate di campionato potrebbero testimoniare l'esatto contrario.

"Camarda resterà con noi, in ogni caso- annunciava Amorim dopo quell'amichevole col Celtic -Credo molto in lui e credo molto nei nostri giovani. Sono molto contento di ciò che stanno mostrando, penso che abbiano un futuro importante in questo club. Non mi piace parlare dei singoli, ma posso dire con certezza che Camarda farà parte della rosa per tutta la stagione".

Detto, fatto. Camarda non si è mosso da Milano e anzi, il Milan gli ha fatto addirittura firmare il rinnovo del contratto: quello nuovo scadrà tra un quinquennio, nel 2031, con possibilità di essere prolungato per altri 12 mesi.

Quando arriverà, dunque, l'esordio stagionale? Certamente non contro la Lazio. Non dal primo minuto, almeno: magari a gara in corso. Occhio invece al tratto successivo del calendario: Benfica e Salisburgo in Europa League, Lecce e Sassuolo in Serie A. Le vere partite da segnare in rosso.

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