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Amorim: se cambi ruolo a tanti perderai ancora più tempo. Un Moreira così a cosa serve?

È il caso di esaminare con attenzione il **passo indietro del Milan contro la Juve** per capire dove si nascondono le difficoltà e i dubbi della gestione **Amorim**. Spesso, durante il cambio di staff tecnico, si è portati naturalmente a lasciarsi condizionare dalle prime settimane di lavoro per ridisegnare le attitudini dei calciatori. È sempre successo, non è una novità, anzi è quasi un passaggio classico quando si cambia tecnico, magari esponenti di due culture diverse. E se, per semplice ipotesi, Amorim può essere stato indotto in errore dal debutto, a Torino, di Rabiot in quella posizione già occupata a Marsiglia con De Zerbi, poi i fatti, o meglio gli sviluppi delle successive partite possono aver fornito indicazioni diversi. Ma il punto essenziale è un altro ed è il seguente: **si può fare così con un calciatore, difficile che l’operazione riesca perfettamente con due, tre perché allora tutto diventa più complicato**. Per chiarire le idee è bene spiegare in modo didascalico quali sono i dubbi e le incertezze da eliminare al più presto.

In difesa le pedine sono contate e nel frattempo l’infortunio di **Gabbia** ha dato una mano perché **De** **Winter** è francamente cresciuto tra Venezia e Juventus a tal punto da relegare Kolo Muani in una zona d’ombra della partita. Qui problemi non ce ne sono. O meglio ce ne sarebbero stati qualora non fosse intervenuto il reintegro di **Tomori** considerato un errore da parte della solita compagnia di giro. A centrocampo cominciano i problemi. In teoria infatti le coppie stabilite fin qui da Amorim sono le seguenti: **Musah-Modric** in partenza e **Jashari-Comotto** in panchina. Come si capisce sarebbe utile rivedere lo schema e arretrare **Rabiot** sulla linea mediana in modo da aggiungere sostanza e personalità al settore. È vero che Musah sul piano della corsa e della resistenza offre garanzie ma il suo è un calcio molto disordinato e tecnicamente impreciso. In vista dell’Europa league - specie dopo la sosta quando il Milan andrà incontro al periodo di maggiore impegno (le famose 4 partite in 10 giorni citate dal tecnico portoghese durante l’ultima conferenza stampa) - forse un pensierino anche a **Bondo** andrebbe fatto.

Ma è altro l’aspetto interessante. Amorim deve convincersi che sui due lati, se vuole fare partita difensiva, Saelemaekers a destra e Bartesaghi a sinistra sono gli interpreti ideali. **Moreira, non giudicabile a Torino, non mi ha fornito un solo spunto positivo: ha ricevuto 27 palloni e 27 volte li ha passati indietro a Gila qualche volta mettendolo in crisi**. Mai che abbia affrontato un “uno contro uno”. **Chukwueze** mi sembra più inserito nello schema quando vuoi fare una partita offensiva. Ma il problema principale restano i due trequartisti e qui l’abbondanza non manca. Abbondanza che spesso induce ad alternare e quindi a sbagliare. In questi ruoli bisogna battezzare le coppie: **Cisse-Pulisic** a sinistra, **Rabiot** (meglio se subentra a partita in corso) -**Loftus Cheek** a destra con **Hutchinson** di ricambio. La cifra tecnica collettiva non è esaltante. E soprattutto siamo ancora lontani dall’aver trovato l’assetto giusto. Per questo motivo il viaggio a Roma contro la Lazio che l’anno scorso fu decisivo in negativo può fornirci qualche risposta autorevole.

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