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David tra cervicale e primi passi zoppicanti: all'Atletico Madrid la prima è un flop

Caschetto, luce in fronte e piccone in mano. Il Cholo Simeone in formato minatore, scava dentro i calciatori per andare a ritrovare quello che in superficie non si vede più, nascosto da una coltre di dubbi e paure che ormai si è inspessita, rinforzata. Quello che ha portato Jonathan David ad essere uno dei migliori realizzatori in Europa. Un attaccante che, un’estate fa, era nella lista di tanti top club, prima che fosse la Juventus ad arrivare al traguardo. Non è un caso che, nella prima dichiarazione pubblica, Simeone abbia rivelato di voler ritrovare – e di avere bisogno -, del giocatore visto con la maglia del Lille. Nessun riferimento all’esperienza juventina, meglio cancellarla dalla mente del canadese, la prima picconata per aprirsi un varco, scavare un tunnel.

Jonathan David si è trasferito all’Atletico Madrid con la formula del prestito gratuito e un diritto di riscatto in favore degli spagnoli per 25 milioni. Guardando al passato recentissimo, pare difficile che questa possa essere attivato ma, probabilmente, negli ultimi giorni di mercato questa è stata l’opzione migliore. Lo è perché basta guardare all’esempio Nico Gonzalez: lì, Simeone è riuscito a scavare una rete di tunnel che lo ha portato al cuore del calciatore.

La speranza della Juve

Ha costruito nuove fondamenta, cioè nuove certezze. Non è un caso che a Torino si sia presentato un giocatore radicalmente diverso dalla sua prima versione in bianconero: adesso è un leader, un trascinatore, cosa mai vista al suo primo anno alla Juventus. La speranza del club è che l’operazione si ripeta, non tanto per riaccogliere un Jonathan David differente, ma per avere vita più semplice sul mercato in uscita, la prossima estate. La strada è ancora lunga, lunghissima, e i primi passi dell’attaccante canadese sono stati quantomeno zoppicanti.

Convocato regolarmente contro l’Athletic Club de Bilbao – la sua prima chiamata con i Colchoneros -, non può essere impiegato per un problema cervicale accusato nella notte. E dire che l’avvicinamento si era svolto tra parole al miele di Simeone e del presidente dell’Atletico e lavoro specifico in allenamento. Ademola Lookman lo ha preso sotto la sua ala fin dalla prima sessione, accompagnandolo durante gli esercizi e, in generale, nel percorso di ambientamento. In più, il lavoro di Simeone è stato fin da subito mirato, con esercizi atti alla finalizzazione e allenamenti che si sono protratti oltre il resto del gruppo squadra.

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