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Tutti in lacrime per lui, poi la Juve: l'ex mondo di Carnevali... con un solo tarlo

Il dirigente bianconero ritroverà il Sassuolo con cui ha scritto la storia. Berardi, Frattesi, Magnanelli e Muharemovic i suoi grandi pupilli

TORINO - Decideva tutto senza essere autoritario. Anche la scelta apparentemente più marginale passava dalla sua scrivania. Basta questo per capire quanto Giovanni Carnevali abbia inciso all’interno del mondo Sassuolo. Non è stato un monarca, ma un presidente del consiglio. Ed è stato supportato da una presidenza della repubblica neroverde di larghissime vedute: la famiglia Squinzi gli ha dato in mano il club nel 2014, senza mai pentirsene. Il dialogo con la proprietà è sempre stato costante, ma non così frequente.

Sassuolo, quella certezza su Carnevali

Carnevali, pur arrivando dal mondo del marketing e della comunicazione, ha sempre saputo muoversi con disinvoltura nell’universo del pallone. Ha capito il contesto, cercando una sola componente: la fiducia delle persone che lo circondavano, ad ogni livello. Dirigenti, giocatori, allenatori e dipendenti.

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Tutti sullo stesso piano, ma tutti trattati in maniera diversa. Conosceva storie personali. Le anime dentro il Sassuolo sapevano che la porta del suo ufficio sarebbe stata sempre aperta. Ma non avevano quasi mai bisogno di entrare: Carnevali intercettava ogni questione prima che diventasse un problema.

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