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Amorim torna su Juve-Milan: "Ci è mancata aggressività". Poi loda la Lazio e incorona Gattuso: "Leggenda"

"La prima cosa da dire su cosa accadrà domani è che affrontiamo una squadra con molto passo e davvero aggressiva. Hanno un'identità chiara: il modo in cui costruiscono il gioco a quattro, i tre centrocampisti... Frattesi è stato un ottimo acquisto, che dà loro molta aggressività nell'ultimo terzo di campo. Poi due esterni davvero bravi con la palla al piede e un nuovo attaccante". Così Ruben Amorim presenta la trasferta all'Olimpico, dove sabato 12 contenderà alla Lazio la quarta giornata di campionato. I rossoneri si presentano all'appuntamento dopo avere pareggiato con la Juventus allo Stadium e prima ancora dopo avere fatto punteggio pieno alle prime due uscite stagionali contro Torino e Venezia. Dall'altra parte del campo c'è ora la formazione di Rino Gattuso, che ad eccezione del clamoroso flop in Coppa Italia ha sempre avuto la meglio superando Bologna, Genoa e Udinese. L'agenda di Amorim mette poi in programma il debutto in Europa League, dove mercoledì 16 affronterà il Benfica a San Siro. A seguire, la gara interna con il Lecce di domenica 20. Queste le parole del tecnico alla vigilia del match: "La Lazio sarà una squadra a proprio agio, con tre vittorie alle spalle, e questo dimostra come sia il calcio - ha dichiarato in conferenza stampa - . Hanno perso la coppa e poi hanno iniziato la stagione così forte. È divertente in questo senso. Mi aspetto dunque una squadra molto organizzata e davvero fiduciosa, ma noi siamo pronti. Gennaro Gattuso è una leggenda, una leggenda del Milan, e credo che in questo momento rappresenti un'immagine davvero importante per il nostro club e per la nostra squadra: dimostra che il talento non è tutto. La passione che metteva nel giocare a calcio e l'aggressività che aveva sono aspetti che dobbiamo replicare nel nostro modo di giocare. A volte, più che il talento, ciò che ci è mancato negli ultimi anni è proprio quella passione, perché a volte le situazioni si possono risolvere con la passione e con l'impegno. È un ottimo esempio per la nostra squadra e per il momento che stiamo vivendo".

"La Juve? Ovviamente ne abbiamo parlato durante la settimana e abbiamo lavorato molto sulle cose che abbiamo sbagliato nell'ultima partita. Credo che non sia stata solo una questione tattica, ma che ci sia mancata l'energia necessaria, il che è davvero fondamentale. Penso che specialmente nel primo tempo abbiamo controllato abbastanza bene il possesso palla, ma ci è mancata l'aggressività nell'ultimo terzo di campo per riempire l'area di rigore. Ho mostrato ai giocatori che molte delle occasioni della Juventus sono nate da nostre palle perse, a volte senza nemmeno subire pressione, soltanto per passaggi superficiali. Sono dettagli che possono cambiare una partita e invertirne l'inerzia. Ci abbiamo lavorato sopra e dobbiamo fare meglio".

"È un po' di tutto, chiaramente ne abbiamo parlato. Non credo dipenda da un singolo giocatore, penso che come squadra non abbiamo fatto bene. Se perdiamo palla senza pressione abbiamo parecchi problemi. Anche Goncalo Ramos, quando ha toccato il pallone, non ha avuto una ottima gestione, e lui stesso ne è consapevole. Dobbiamo migliorare come collettivo. Ramos ha fatto benissimo contro il Torino e contro il Venezia, ma quando in una partita non si esprime sugli stessi livelli, salta subito all'occhio e lo si nota. Non si tratta quindi di non capire come giochi Ramos, perché contro Torino e Venezia abbiamo dimostrato di saperlo fare; si tratta piuttosto della lettura e della comprensione del gioco da parte di tutti i giocatori".

"Modric? Capisco che a volte Modric non abbia la capacità di pressare in ogni singola azione, ma c'è l'altra faccia della medaglia: controlla davvero bene il ritmo della gara. Se c'è una cosa di cui questa squadra ha bisogno, è capire come giocare la palla per molto tempo; in questo momento, lui è il giocatore che lo comprende meglio degli altri. Come allenatore, devo scegliere cosa voglio di più dalla squadra. A volte perdiamo un po' nella pressione e lo so io e lo sanno gli avversari, ma quando abbiamo il pallone manteniamo maggiore controllo. Guardando alla partita contro la Juventus, magari c'era meno pressione sulla palla e in alcuni momenti Douglas Luiz ha avuto più tempo a disposizione, ma se si osserva la nostra squadra, chi è stato a controllare di più il ritmo del gioco? È stato Luka [Modric]. Quindi a volte si perde qualcosa, ma si guadagna qualcos'altro. Il mio messaggio alla squadra è che, se dobbiamo concedere qualcosa, deve essere senza palla; quando l'abbiamo noi, invece, dobbiamo essere bravi o molto bravi. Ho fatto questa scelta. Capisco le critiche, ma c'è un altro modo di vedere le cose: Luka è davvero forte con il pallone e io voglio che questa squadra ne abbia il possesso. Penso che dovremmo migliorare in ogni sessione di allenamento. Mi aspetto che i miei giocatori capiscano. È come quando, perdonate l'esempio, c'è un incidente aereo: si impara qualcosa. Non è un bel paragone, ma capite cosa intendo. Se succede qualcosa di sbagliato, prendiamo molte informazioni e le inseriamo nella sessione di allenamento".

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