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Adzic, Juve-Inter nel cuore: “Tutti a piangere, lì ho capito tutto. Ora sarà strano”

Il sogno è tornare a Torino, ma per Spalletti il montenegrino ha ancora margini di crescita. E ai canali del Sassuolo si presenta così

Andare e tornare. Ma nel frattempo, ecco, costruirsi. O forse, come nel caso di Vasilije Adzic, proprio scoprirsi. Il montenegrino è finito al Sassuolo sostanzialmente per quello, per ripulirsi dai dubbi riguardo al suo ruolo, al suo apporto, al tipo di giocatore che deve ancora diventare. Sul talento no, non ci sono mai state questioni: l’ha dimostrato in qualche spezzone juventino, figuriamoci quanto potrà fare in un’annata da protagonista, lì dove il talento è coltivato nel miglior modo possibile.

Adzic show con due gol e un assist nelle prime 4 partite

Primi effetti? Giudicare dai numeri: due gol, un assist, quattro partite in cui è sceso in campo per almeno un’ora di gioco. Che a Torino non era mica qualcosa di scontato. Anzi. Per questo il montenegrino non si è opposto quando gli è stata prospettata la possibilità di andare. Ma di andare a giocare. Era già accaduto qualche mese prima, a gennaio, però aveva deciso di rimanere per giocarsi le sue carte, forse ancora inebriato dalla rete della vittoria in Juve-Inter 4-3. Indimenticabile. E come fa, a scordarsela. «Il 13 settembre lo ricorderò sempre - ha raccontato Adzic ai canali del club neroverde -, perché è un giorno speciale nel mio cuore. Era il derby d’Italia e ho segnato il mio primo gol con la Juventus, proprio contro l’Inter». Com’è che si dice? Battesimo del fuoco. Come il giorno del debutto, quando «la famiglia era allo stadio: li ho visti tutti piangere e ho capito di aver realizzato il sogno di una vita». O almeno la prima parte. Perché quest’ultima, questa nuova, può diventare ancor più elettrizzante.

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