Aquilani Spalletti
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Aquilani Roma
Aquilani Roma
Aquilani, in pratica, nella Roma ci nasce. E poi ci torna nell'estate del 2004, al termine del classico prestito in Serie B per farsi le ossa, alla Triestina, annata produttiva in cui le sue qualità iniziano già a intravedersi in maniera nitida.
Spalletti arriva un anno dopo. Anche se la piazza, inizialmente, non gradisce troppo l'ingaggio dall'Udinese. Senza sapere che con lui nascerà un'epoca nuova, una Roma bella e brillante, con idee di successo come quella di schierare Francesco Totti centravanti. Tanto da fargli vincere la Scarpa d'Oro.
Aquilani, a dire il vero, non gioca moltissimo. Nelle idee di Spalletti ci sono Pizarro e De Rossi, c'è Perrotta, ci sono gli esterni Taddei e Mancini, c'è naturalmente Totti, c'è Vucinic. Alberto è una sorta di dodicesimo uomo. Ma anche lui mette il timbro su quel quadriennio, compresa una rabona-assist per Totti in casa del Milan che un ventennio dopo in pochi hanno scordato.
Quella Roma, la Roma spallettiana, conquista due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Arriva a sognare lo Scudetto, se lo vede scappare dalle mani nel diluvio di Parma-Inter e della doppietta di Ibrahimovic. Gioca un gran calcio grazie ai propri interpreti.
Poi le strade si dividono. Spalletti se ne va dopo un paio di giornate del campionato 2009/2010, dopo un ko interno contro la Juventus, sostituito da Claudio Ranieri. Aquilani aveva già abbandonato il nido qualche settimana prima per trasferirsi al Liverpool. Tornerà in Italia e giocherà un po' ovunque, anche alla Juventus e al Milan: non più alla Roma, però.
"HA DELLE COSE UN PO' DA PAZZOIDE"
In un'intervista a Cronache di Spogliatoio dell'aprile 2025, Aquilani ha parlato di diversi argomenti. E non soffermarsi su Spalletti, ora che anche lui allena e ha capito i meccanismi del mestiere, è stato chiaramente impossibile.
"Era geniale, c’è stata un’evoluzione calcistica importante con lui in quegli anni- ha detto -Portò il suo modo di giocare che all’epoca era anche un po' inusuale, giocavamo a memoria ma eravamo forti, ci divertivamo molto. Prima vedevo un’esercitazione che era molto simile a una che facevamo con lui. Sembra essere noiosa per i calciatori, ma noi ci divertivamo tantissimo perché la palla viaggiava a 2000 all’ora, ci trasmetteva voglia, passione, era piena di combinazioni".
Episodi da raccontare? Parecchi. Ma Aquilani ne ha svelato uno che, alla fine, racconta parecchio del modo di essere di Spalletti non solo dentro, ma anche fuori dal campo.
"Lui è un personaggio particolare, è molto simpatico, ma nell’essere professionale ha anche delle cose un po’ da ‘pazzoide’. Una volta mi suonò all’1 di notte alla porta, era stato a cena dal suo collaboratore che era nel mio stesso palazzo. 'Sono qui a controllare, che stai facendo?' Io dormivo, era l'1 di notte. Poi è andato via. Ma queste piccole cose servono all’interno di un gruppo, ti stimola, ti entra dentro anche nel personale. E se si crea questo il calciatore ti dà qualcosa in più".
"LUI ALLENATORE? NON SONO SORPRESO"
Il tema Aquilani-Spalletti è stato toccato anche nella conferenza stampa di vigilia di Sassuolo-Juventus dell'allenatore bianconero. Il quale ha parlato in termini entusiastici del suo ex centrocampista.
"Sì, avevo la percezione che potesse fare l'allenatore, perché era già un calciatore con lo zaino pieno di qualità. Con le sue giocate suggeriva le cose a tutta la squadra, aveva questa interpretazione esclusiva dei palloni che gestiva. E una grandissima personalità, nonostante fosse molto giovane. Queste soluzioni che dava alla squadra le vedo chiare ed evidenti nelle squadre che ha allenato, si vede un'idea precisa di quello che vuole. Non sono sorpreso e gli faccio naturalmente i complimenti".
EX JUVENTINO
Per quanto riguarda Aquilani, l'amarcord sarà in realtà doppio. Lo abbiamo già accennato in precedenza: sempre ai tempi da calciatore, il quarantaduenne romano ha indossato la maglia della Juventus per una stagione.
Annata nera per il club: quella con Gigi Delneri in panchina, quella del secondo settimo posto di fila. Ne faceva parte anche Aquilani, in prestito dal Liverpool, in campo in 33 occasioni e autore di due reti prima di tornare in Inghilterra ed essere girato al Milan per la stagione successiva.
"La Juventus è un grande club- ha risposto Aquilani -Io ho avuto la fortuna di far parte di questo club anche se in un'annata un po' particolare, ma ho assaporato quello che vuol dire Juventus. Ho avuto un buon rapporto con tutti e sicuramente rimane uno dei club più importanti d'Italia e d'Europa".