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Sorpresa: la Lazio ancora in testa. Cade la Juventus, si rialza il Napoli

Una fase dell’incontro fra Milan e Lazio a San Siro, conclusosi 2-2 - Sport Soccer ( Photo by Alfredo Falcone/LaPresse ) LAPRESSE

Una fase dell’incontro fra Milan e Lazio a San Siro, conclusosi 2-2 - Sport Soccer ( Photo by Alfredo Falcone/LaPresse ) LAPRESSE

Meno male che c’è Kimi Antonelli, il nostro baby fenomeno del volante che domenica dopo domenica (con il Gran Premio di Madrid ha centrato l’ottava successo stagionale), ci svincola dal dover parlare subito di calcio in un turno in cui le più pimpanti (Inter, Roma e Como) giocano di lunedì, il giorno dei barbieri e dei posticipi.

Certo, la materia non manca: ma è una materia, a parte l’inaspettato primo posto della Lazio, non proprio esaltante, soprattutto per la Juventus malamente battuta (3-2) dal Sassuolo dopo che per due volte era riuscita a riprendere gli emiliani. Una illusione svanita nel finale.

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La squadra di Spalletti, decimata dagli infortuni, è caduta in extremis al 94’ per opera dell’ex Adizic, talento cresciuto in casa bianconera, ma spietato nel decretare la prima sconfitta in campionato della Juve. Un ko abbastanza rocambolesco che sembrava evitato dall’ inattesa doppietta di Zhegrova (82’e 91’) bravo a neutralizzare le reti di Esposito (65’) e Bowie (89’). Una doppietta rivelatasi però inutile per la fragilità della difesa, troppo alta e troppo vulnerabile. Tutta la squadra comunque non è stata all’altezza: lenta, quasi mai concreta. Apprezzabile nel suo tentativo di ribaltare il risultato, ma anche ingenua nello scoprirsi e nel farsi trafiggere nel finale. Oltre all’inaffidabilità della retroguardia pesa poi l’’inconsistenza dell’attacco dove, continuando la crisi di Kolo Muani (a secco da 179 giorni), poco aggiunge l’ingresso di Nick Woltemade, il gigantone tedesco apparso impreciso e poco mobile. Coraggioso e intraprendente invece il Sassuolo di Alberto Aquilani, allievo di Spalletti ai tempi della Roma. Almeno per una sera l’allievo ha superato il maestro.

È andata invece meglio al Napoli, come la Juventus alla ricerca di una nuova identità che lo ricollochi all’altezza della sua storia. Reduce da tre sconfitte consecutive, alla fine ce l’ha fatto battendo (1-0) al Maradona un Bologna, diciamolo, non proprio irresistibile. Ma poco importa: quello che importava a Max Allegri era di uscire da una strettoia molto delicata. Servivano tre punti, e tre punti sono arrivati grazie a un abile guizzo di Lobotka (assist di Favasuli) che ha affondato i rossoblù quasi mai in partita. Che dire? Non è una vittoria che resterà scolpita nella storia, ma insomma l’obiettivo del Napoli era quello di rialzarsi e di non perdere il treno dei primi. E l’obiettivo è stato raggiunto. Male invece il Bologna che rimane inchiodato al suo misero punticino.

Il discorso di un grande passato ormai sfiorito vale anche per il Milan uscito frastornato dalla sfida con la Lazio (2-2). Sotto di due reti, il Diavolo ha rimontato nella ripresa grazie a una doppietta di Diego Moreira, il belga (costato 50 milioni) rimasto a sonnecchiare in panchina per 45 minuti insieme a Pulisic e Musah.

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