calciomercato.com

Juve, viaggio nel momento no: le sette cose che non funzionano

![main-background](/assets/images/main-background.jpg)

![spalletti juve cm](https://assets.calciomercato.com/images/v3/blt3979d7601a25bf03/WhatsApp%20Image%202026-09-13%20at%2014.06.31.jpeg?quality=60&auto=webp&format=pjpg&width=1400)getty

Ultimi aggiornamenti: 14 set 2026, 13:37

L'analisi del momento negativo dei bianconeri, reduci dalla sconfitta shock con il Sassuolo

****La sconfitta della Juventus sul campo del Sassuolo non apre ancora un crisi conclamata in casa bianconera, ma mette in evidenza una serie di criticità che la squadra di Luciano Spalletti ha palesato**** nelle prime quattro giornate di campionato. Dopo tre mesi di sosta e mercato, ****la sensazione è che la Juve sia esattamente uguale a quella della scorsa stagione****, pur avendo cambiato tanti uomini: ****una squadra con poca personalità, con idee tattiche confuse e mal applicate, e con notevoli limiti tecnici e caratteriali.**** Ma andiamo per gradi e analizziamo in sette punti il momento no della Juventus, ricordando che dalla stagione di Sarri (2019/2020) solo Allegri nel 2021 aveva fatto meno punti di questa Juve dopo quattro turni. Spalletti ha conquistato 7 punti, 3 in meno di Tudor (2025) e 1 in meno di Motta (2024) e Pirlo (2020).

* ****Risolto il problema del portiere, con Vicario**** che in queste prime partite ha già fatto vedere di poter dare un contributo maggiore rispetto a Di Gregorio, la partita con il Milan e, soprattutto, quella con il Sassuolo, hanno palesato qualche ****limite e punto interrogativo. La coppia Bremer-Lucumí deve ancora affiatarsi**** e sincronizzarsi nei movimenti, ****mentre in panchina Gatti scalpita****, ma appartiene a un tipo di calcio (quello che prevede una prevalenza dell'utilizzo del blocco basso) che a Spalletti non piace. Sugli esterni, ****Celik ha portato una ventata di energia, mentre Cambiaso****, complice anche l'infortunio, ****resta tuttora l'oggetto misterioso**** che è diventato ormai da due stagioni e mezzo. Il jolly polivalente che aveva attirato l'attenzione di alcuni club stranieri è ancora da ritrovare. E infine c'è ****Kalulu, che alterna buone prestazioni a passaggi a vuoto**** preoccupanti, come è successo al Mapei Stadium.

* ****E' il reparto più problematico e quello più devastato dagli infortuni, con i lunghi stop di Locatelli e Thuram. A Spalletti restano solo Douglas Luiz****, protagonista di un buon avvio di stagione, ****Koopmeiners, il rientrante McKennie**** (dopo il problema muscolare) ****e Sarr.**** Il problema, per la Juventus, è che Douglas Luiz e Koopmeiners sono stati per buona parte del mercato degli ****esuberi (costosissimi) da provare (invano) a vendere,**** McKennie accusa gli acciacchi di due anni senza sosta, fra Mondiale per club e Mondiale, e l'ultimo acquisto Sarr era un esubero del Tottenham arrivato a Torino praticamente senza aver fatto una preparazione come si deve. ****Si tratta quindi di un centrocampo che è il frutto soprattutto degli eventi**** (l'impossibilità di vendere il brasiliano e l'olandese, la difficoltà di comprare di meglio) ****e solo in parte delle scelte di dirigenza e allenatore.****

* ****Sugli esterni la Juventus ha abbondanza sia per numero che per qualità, tanto da poter pensare di sopperire persino alla lunga assenza per infortunio da parte di Yildiz****, il giocatore più qualitativo della rosa. ****Il rinato Zhegrova**** (fuori però dalla lista Uefa…), ****il ritrovato Nico Gonzalez**** (per il quale però vale lo stesso discorso fatto per Douglas Luiz e Koopmeiners), ****il sempre positivo ma poco efficace in zona goal Conceicao, il talento in rampa di lancio Alajbegovic e l'affidabile Boga**** (ora però infortunato) garantiscono a Spalletti ****tante soluzioni. Forse anche troppe, tanto da portare pure a qualche errore di valutazione nei cambi:**** con il Sassuolo, l'ingresso di Zhegrova ovviamente è stato azzeccato, vista la doppietta realizzata dal kosovaro, ma resta qualche dubbio sull'uscita contemporanea (per Zhegrova e Woltemade) di Conceicao e Nico Gonzalez. A uscire, probabilmente, sarebbe dovuto essere Kolo Muani, un fantasma. Spalletti invece ha insistito, e nel dopo partita ha spiegato che intende proseguire nel concedere fiducia al francese.

* ****I problemi veri arrivano dagli attaccanti centrali. Innanzi tutto perché, a parte Milik, fuori dalle liste Uefa e Serie A, nessuno dei due potenziali titolari è un vero centravanti. Non lo è Kolo Muani****, che ama girare intorno a una vera prima punta, come fece (e bene) nei suoi primi mesi alla Juventus, giocando con Vlahovic. ****Non lo è Woltemade****, che nonostante l'altezza e la stazza preferisce giocare come sottopunta o come seconda punta. ****Su Kolo Muani, disastroso in questo avvio di campionato, c'è da chiedersi come mai**** ben tre dirigenti della Juventus lo abbiano inseguito: prima Giuntoli, che fu il primo a portarlo a Torino in prestito, poi Comolli, incapace di riportarlo alla Continassa, e infine Carnevali, che lo ha acquistato per una cifra importante. Per ora, un amore non corrisposto.

* "__È un allenatore straordinario, uno dei migliori in assoluto. Cambiare allenatore non è nel mio spirito, dobbiamo cercare di programmare e costruire, bisogna dare del tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari__". ****Lo ha detto Carnevali, parlando di Spalletti**** il giorno dopo la sconfitta con il Sassuolo. ****Spalletti ha ancora l'appoggio della proprietà (Elkann stravede per lui) e della dirigenza, ma la sensazione è che i bonus non siano infiniti.**** Dopo quasi un anno dal suo arrivo a Torino, ****la Juventus di Spalletti non ha ancora un'identità, non ha una personalità di squadra e non ha la capacità di gestire le varie fasi di una partita****, cose che pure, in alcuni momenti della scorsa stagione prima del crollo finale, aveva fatto intuire di poter apprendere e applicare. ****L'inizio di questa stagione invece riporta Spalletti indietro di un anno**** e anche lui, a questo punto, deve iniziare a farsi delle domande, anche sul modulo di gioco.

* ****Gli infortuni, tanti e in alcuni casi gravi, hanno fortemente condizionato l'avvio di stagione dei bianconeri. Le cause sono diverse****, perché si va da infortuni traumatici (Yildiz) a guai muscolari pregressi (Thuram) per finire con piccoli acciacchi che arrivano da altre esperienze (Sarr), ma forse, tirando le somme, si può trovare un filo conduttore. E ****si può pensare che una delle cause che hanno portato la Juventus, negli ultimi anni, a essere la squadra mediamente con più calciatori infortunati di tutta la Serie A sia da ricercare anche nei continui cambi avvenuti alla Continassa****. Perché così come ai piani alti si sono avvicendati i vari Paratici, Cherubini, Giuntoli, Comolli e Carnevali, e in panchina Allegri, Sarri, Pirlo, ancora Allegri, Motta, Tudor e Spalletti, ****anche la figura del preparatore atletico bianconero ha vissuto una travagliata vicenda di continui cambiamenti.**** Dopo i cinque anni di Simone Folletti fra il 2014 e il 2019, dal 2019 ad oggi si sono susseguiti: Losi, Ranzato, Bertelli, ancora Folletti, Colinet, Licini, Pertusio, Ragnacci e, ora, Sinatti. ****Continui cambiamenti che certo non aiutano.****

* ****L'insediamento di Carnevali e Massara, in aggiunta a Chiellini e Ottolini, è stato immaginato con l'intento di costruire le fondamenta per una lunga stabilità****, per aprire un ciclo. ****Gli attuali dirigenti, freschi di nomina da pochissimi mesi, in questi giorni stanno verificando dal vivo tutte le contraddizioni**** che sono frutto dei continui ribaltoni di cui la Juventus è stata protagonista negli ultimi anni. Alcuni esempi per rendere l'idea: ****i goal e gli assist di Zhegrova, Nico Gonzalez, Koopmeiners e Gatti****, giocatori che non sono partiti in estate solo perché non è arrivata l'offerta giusta; ****il pessimo inizio di stagione di Kolo Muani****, preso da Giuntoli, poi inseguito da Comolli e infine ripreso da Carnevali, un lungo inseguimento per ora infruttuoso in zona goal, con il carico delle frecciate di Spalletti; ****infine, un attacco che non segna mentre quasi tutti i giocatori offensivi che hanno lasciato la Juve stanno andando in goal**** nelle loro nuove squadre (Vlahovic, Openda, Licina, Adzic e David).

"__Nel calcio ci sono i cicli, ci sono periodi in cui si è all'apice e altri in cui si è in difficoltà. Il nostro obiettivo? È vincere, le chiacchiere contano poco e nulla. Dobbiamo cercare il massimo risultato: c'è ancora molto da fare per competere per lo Scudetto e l'Europa League, pur non essendo un torneo facile, può essere e diventare per noi un'opportunità. Non possiamo pensare che la Juventus sia diventata una società di livello più basso di quello che è. Siamo in un ciclo, ci saranno difficoltà e anche possibilità di tornare all'apice__", ha detto ancora Carnevali, questa mattina a __Radio Rai__. ****Ecco, la sensazione è che l'essersi accomodati in una situazione di livello più basso rispetto alla propria storia sia, a livello mentale, la trappola principale dalla quale la Juventus fa fatica ormai da anni a uscire****.

Read full news in source page