La doppietta ha ridato fiducia a Edon, rimasto scottato dopo le ultime decisioni sul suo futuro e dall’esclusione dalla lista Uefa
TORINO - Quando è stato comunicato a Edon Zhegrova l’assenza dalla lista Uefa, il kosovaro non solo ne ha preso atto, ma aveva anche preso una decisione: per un po’ di ore, finanche per qualche giorno, si è immaginato altrove. Era la prima volta in assoluto, e poco dopo è diventata l’ultima. Quando si è convinto a partire, poi, dopo un’estate in cui è stato spinto in ogni modo al di là della Continassa, per Zhegrova era infatti già troppo tardi. Nel senso: non c’erano più quelle offerte stuzzicanti sul tavolo, non c’era nemmeno l’Arabia Saudita, che pure l’aveva fatto tribolare sul gong delle trattative prima che l’Al Ittihad si sfilasse definitivamente.
Non c’era nemmeno l’opzione redenzione: per quanto lo stesso giocatore ci provasse, Spalletti proprio non riusciva a vederlo dentro la sua Juventus. La preferenza per Nico Gonzalez, l’impossibilità di separarsi da Conceiçao in quel contesto tattico, la discontinuità mostrata in passato: ogni elemento ha fatto sì che Lucio andasse fortemente sulle certezze, lasciando dietro Edon. Pur con dispiacere. No, non è stato digerito immediatamente: ha innescato pure nervosismo, com’era giusto che fosse. Compreso dal tecnico, che pian piano l’ha reintegrato, fin quando puntarci è diventato inevitabile. Pure per gli infortuni. Ma in particolare per la qualità che ha dimostrato: non solo col Sassuolo, però soprattutto col Sassuolo. «Ha questa qualità qui, che diventa imprendibile, imprevedibile quando crea questi uno contro uno nello stretto, poi magari una palla la tiene troppo e non serve Kalulu che va in porta come è successo all’inizio, quando ha saltato i due uomini: ma ha saltato i due uomini e viene esaltata questo», ha raccontato Spalletti. Come a dire: non sono mica invisibili, quelle doti. Poi però per completare un giocatore ci va tutto il resto, come la disponibilità, come la continuità, come la capacità di incidere e di farlo al di là delle situazioni disperate.