TORINO - Non sono volate sedie. Nessuno ha urlato e non è stato necessario che i dirigenti, regolarmente presenti alla Continassa, prendessero posizione dopo la nottataccia di Reggio Emilia. Religioso silenzio alla Continassa. Un silenzio però pieno di delusione e di amarezza. Ma la partita contro il Sassuolo, in modo particolare la gestione degli ultimi minuti, per ora viene derubricata sotto la voce degli episodi grotteschi. È la natura episodica, appunto, del 3-2 e in generale dei tantissimi errori grossolani commessi anche da singoli solitamente senza macchia (la prestazione di Kalulu, per esempio, è lo specchio di un disastro globale inaspettato) a non far scattare ancora la spia dell’allarme in casa Juve. Detto questo, però, nella testa di Luciano Spalletti cova l’idea di mettere mano alla squadra. Di rivedere alcune convinzioni estive che, complici gli infortuni e un mercato di rincorsa in diverse zone del campo, sono state messe in discussione.
Col Sassuolo le carenze sono emerse tutte. Insieme, simultaneamente. Di sicuro, al netto della protezione d’ufficio di Lucio al fischio finale («più facile allenare la mentalità di una squadra che vuole difendere il pareggio, mi tengo invece il carattere di chi si è fatto male da solo pur di vincere», così a caldo alle tv e anche pochi istanti dopo in conferenza stampa), la Juve del Mapei Stadium non è sostenibile. I tre trequartisti, senza la presenza del fondamentale Weston McKennie, rappresentano un lusso che i bianconeri non si possono permettere. È il caviale, per una squadra che prima di tutto deve pensare a procurarsi un pasto caldo ogni giorno. Spalletti, tra le cose che gli frullano per la testa, ragiona su un cambio di modulo. Su una difesa a tre sicuramente più equilibrata nella gestione delle forze offensive e delle mancanze del centrocampo, di gran lunga il reparto più debole dell’intera rosa. Pure di più di un attacco che sta vivendo di fiammate dei subentrati: Nico Gonzalez col Parma, Gatti col Milan e Zhegrova col Sassuolo i tre indizi che fanno una prova schiacciante. Già da oggi, nella preparazione alla sfida col Nec, qualcosa di nuovo è in cantiere.