L'impatto del tecnico col calcio italiano è finora più che problematico. Il solo punto fatto dai rossoblù in quattro partite scaturisce da un percorso pieno di inciampi
BOLOGNA - I dubbi e le perplessità su Domenico Tedesco crescono tra i tifosi di partita in partita. L'impatto del tecnico col calcio italiano è finora più che problematico. Il solo punto fatto dal Bologna in quattro partite scaturisce da un percorso pieno di inciampi. Si parte da Rowe, che nei giudizi del club era divenuto ingestibile, tanto da essere ceduto a qualunque costo. Si passa da Bernardeschi, utilizzato per tutto il precampionato da mezzala, poi l'ex juventino avrebbe detto a Tedesco che non gli piaceva, e lui lo ha immediatamente posizionato all'ala destra. Si salta a domenica, quando viene annunciato un ritardo del portiere Skorupski alla riunione tecnica - mai era successo qualcosa di simile nelle sue otto stagioni precedenti in rossoblù - con immediata esclusione dalla gara col Napoli. Non è dato sapere se esistano al momento ulteriori criticità. Non è detto che un clima tellurico incida più di tanto (si fa sempre riferimento alla Lazio 1974, che vinse lo scudetto con spogliatoi separati e pistole negli armadietti), però è chiaro che se si va d'amore e d'accordo è sempre meglio.
Cessioni importanti
Il Bologna viene da una preseason di basso profilo, dove ha infilato sconfitte con squadre di Serie B e beccato tanti gol. Fenucci ha certificato nella conferenza di fine mercato che questa è una squadra della quale essere soddisfatti se arrivasse tra le prime dieci. Target timbrato e confermato poi da Tedesco, che finora si propone più saputiano di Saputo stesso. Thiago Motta additò nel famoso editto di Utrecht le carenze della rosa. Al tecnico attuale, arrivato dal Fenerbahce, invece pare andar bene un gruppo a cui è stato tolto il leader della difesa (Lucumi), quello del centrocampo (Freuler), quello dell'attacco (Castro) e pure l'uomo con maggior talento in potenza (Rowe). La squadra si è indebolita: serviva un cambio di passo immediato quanto meno per galleggiare.
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Torino decisivo
Al contrario, il Bologna ha cominciato senza un’idea di gioco precisa. È vero che la discreta prestazione con la Lazio e buona a Bergamo avrebbero potuto dare un raccolto migliore. Invece è carestia, spezzata solo dal pareggio interno col Sassuolo, agguantato peraltro in tempo di recupero grazie alla stoccata di Dovbyk, già rotto all’alba di una stagione in cui il suo recupero quale bomber presentabile è uno dei fattori che più incideranno sul verdetto finale del Bologna. A Napoli la squadra ha espresso un calcio lento e prevedibile, mai incisivo**: sembrava quella di Tedesco la squadra ad aver giocato in settimana,** incapace di accelerazioni anche quando il Napoli non stava spingendo forte. Con un’altra sconfitta col Toro, Tedesco rischierebbe il posto? No, ma le prove d’appello non sono mai infinite.