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C'è chi impiega mesi per adattarsi al calcio italiano e rischiare di avere addosso un'etichetta impossibile da grattare via. Chi, invece, ha un impatto folgorante con il campionato, vivendo di rendita per le stagioni successive. Kolo Muani fa parte della seconda categoria, un po' come il Piatek tra Genoa e Milan, perché l'inizio è stato forse il migliore di sempre: cinque reti in tre partite, squillo contro il Napoli all'esordio e poi doppiette con Empoli e Como. Insomma, la Juventus era convinta di avere trovato il proprio bomber, quello con cui dimenticare Vlahovic, seppur con un costo alto: 2,5 milioni per il prestito più otto lordi per l'ingaggio semestrale. Questo perché il francese era stato acquistato per 85 milioni di euro dal Paris Saint Germain solamente un anno e mezzo prima, finendo ai margini del progetto Luis Enrique dopo poco: il suo modo di giocare non era adatto al nuovo progetto tecnico che, poi, ha portato due Champions in rapida successione.
Chi ne ha avuta meno, per il momento, è stata la Juve. Perché Giuntoli aveva già iniziato a valutarne il riscatto, salvo poi essere sostituito da Damien Comolli. L'ex amministratore delegato aveva trattato per tutta estate con il PSG, considerando poi troppo alte le richieste che superavano i 60 milioni quando era a bilancio per 57.
Invece quest'estate ci ha pensato Giovanni Carnevali a riallacciare i rapporti, sebbene le intenzioni di Luciano Spalletti fossero abbastanza chiare: un nove fisico, uno che può portare gol anche in situazioni sporche. Un Trezeguet, uno Zalayeta, paradossalmente anche un Inzaghi, seppur il fisico fosse ben diverso. Invece è arrivato Kolo, 38 milioni più 12 di bonus e un quinquennale da cinque milioni annui.
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I numeri sono lì da vedere: zero gol in Champions, zero in Coppa Italia, tre nelle ultime diciassette di campionato con la Juve. Del resto è reduce da una stagione disastrosa con il Tottenham: un gol in Premier, però quattro in Champions, cinque totali in quarantuno gare. Se l'idea era quella di cercare un goleador - nemmeno troppo peregrina per le cifre spese - forse Kolo Muani non corrispondeva all'identikit ideale. Soprattutto perché da unica punta arretra troppo per cercare di dare mano in fase di costruzione, peccando poi nel killer istinct che tanto ricercava Spalletti.