TORINO - La Juveviaggia a marcia indietro. La buona partenza con le due vittorie di fila su Frosinone e Parma e il pari in rimonta con il Milan, che sa comunque di successo mancato per la storia che ha avuto il match con i rossoneri, sono stati a questo punto un’illusione. Tutto, o quasi, il buono delle prime tre giornate è stato cancellato dal crollo incredibile con il Sassuoloche ha messo a nudo le carenze dei bianconeri e riportato d’attualità antichi difetti, come la scarsa tenuta mentale del gruppo già emersa più volte in questi ultimi cinque anni in cui sono arrivate soltanto due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana.
Per valutare la squadra di Spalletti riavvogliamo il nostro di un quinquennio
Ecco, per valutare la partenza della squadra di Spalletti bisogna riavvolgere il nastro proprio di un quinquennio: quello attuale è infatti l’avvio peggiore degli ultimi cinque campionati. Era dal 2021-22 che la Signora non collezionava statistiche così buie. All’epoca - era la prima stagione della seconda vita juventina di Allegri, poi chiusa al quarto posto e con la qualificazione alla Champions con tre turni di anticipo -, il fatturato fu di soli due punti con 4 gol fatti e 6 subiti e una media di 0,5 punti a partita. Oggi i bianconeri hanno collezionato 7 punti con 6 reti realizzate e 4 subite e una media di 1,75 punti a gara.
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Si tratta appunto dell’inizio peggiore degli ultimi cinque anni perché le stagioni nel mezzo, pur vissute all’insegna del basso profilo, avevano comunque avuto un avvio migliore: 10 punti nel 2023-24 e nel 2025-26 e 8 nel 2022-23 e nel 2024-25. La difesa aveva infatti tenuto meglio perché era rimasta imbattuta nel 24-25, aveva subito un solo gol nel 22-23 e due nel 23-24 contro i 4 attuali e dello scorso anni e i 6 del 2021-22, l’anno di riferimento in negativo. Può soltanto migliorare, insomma. A patto di ripartire subito.