Il Milan si prepara a sfidare il Benfica, match valido per la prima giornata di Europa League. Per i rossoneri sarà una partita speciale per diversi motivi, a partire dal fatto che il presidente dei biancorossi è un grande ex come Rui Costa. Intervenuto in conferenza stampa, l'allenatore Ruben Amorim ha detto: "**È un'occasione fondamentale*, è la prima partita di Europa League. Non vediamo l'ora di iniziare. Sappiamo delle due finali di Champions vinte contro di loro. Rui Costa è il presidente del Benfica ma un riferimento importante del Milan. Io anche ho un passato nel Benfica ma sono qui per vincere. L'obiettivo è ovviamente arrivare in fondo, ma ci sono tante squadre competitive: la differenza la fa poter contare su una rosa degna di questo il nome. E con una rosa forte ci dovranno essere spesso rotazioni, quindi tutti devono farsi trovare pronti. Se non avremo troppi infortuni e se tutti i giocatori resteranno coinvolti nella stagione, possiamo vincere qualsiasi partita"*. Prima di firmare con il Milan, si era parlato della possibilità che Amorim andasse ad allenare proprio il Benfica: "Avevo le idee chiare. C'era la possibilità che tornassi a lavorare in Portogallo, ma ho deciso di no. Se avessi ricevuto una chiamata da un club portoghese avrei detto di no. Poi il Milan mi ha chiamato e non potevo dire di no. Non sarei tornato in Portogallo, ho scelto il Milan e sono contento di questa decisione importante".
Sulla squadra di Marco Silva ha quindi aggiunto: "Il Benfica può vincere qualsiasi partita, perché ha un grande allenatore e perché ha i giocatori per farlo. Quello che dicevo in Portogallo, lo dico allo stesso modo anche qui in Italia. Penso che a volte ai club portoghesi venga attribuita una responsabilità che non dovrebbero avere, poiché non dispongono delle stesse condizioni di altri club e, nello specifico, di quelli italiani. E con questo sto mettendo ancora più responsabilità dalla mia parte, ma è quello che ho sempre detto in Portogallo ed è ciò che dico ora. Tuttavia, guardando l'allenatore, guardando la squadra e la rotazione che a volte si può fare nel campionato portoghese, è possibile se tutto va per il verso giusto".
"Vedo un Benfica nettamente molto forte - ha aggiunto -, con un'identità ben precisa e del tutto capace di vincere il campionato. Per quanto riguarda l'Europa League, però, bisogna capire che la responsabilità principale non può ricadere sui club portoghesi. So come si parla a volte in Portogallo delle squadre portoghesi, sostenendo che debbano vincere ogni partita in Europa; quindi non sarò certo io a mettere questa pressione su Marco Silva. È una squadra che può chiaramente vincere, perché già in passato le squadre portoghesi hanno dimostrato di poter arrivare lontano, proprio come noi. Ovviamente guardo la mia squadra, vedo altre forti compagini inglesi, non so come andrà la nostra stagione, ma vedo anche noi con una certa responsabilità di arrivare lontano in Europa League. Di conseguenza, questa è la mia risposta: sono capaci di vincere, hanno l'allenatore e i giocatori per farlo, e possono fare questa rotazione in campionato. Credo che non debbano avere questo peso, perché i club portoghesi fanno già tantissimo, a volte con molto meno rispetto agli altri. Il Portogallo mi manca, sì, ma ora sono qui e penso di rimanerci diversi anni. Posso dire che Milano è la mia seconda casa".
"Penso che la sua grande forza risieda in un'idea molto chiara - ha continuato -. Si riesce a percepire nitidamente ciò che intendono fare. Sanno variare perché solitamente giocano con un'ala come Rafa sul lato destro, ma se impiegano Lukebakio la gara cambia completamente. Pavlidis sta facendo un ottimo lavoro ed è molto pericoloso vicino all'area. Sono molto sicuri di loro stessi, impostano a tre con il terzino sinistro, con Dal. Fanno molta rotazione: Barreiro è stato incredibile, ma potrebbe giocare Aursnes, dato che i giornali e voi giornalisti di solito ci azzeccate. La presenza di Pavlidis o di Duran cambia completamente la partita: uno attacca di più la profondità, l'altro offre maggior raccordo. Palhinha giocherà questa e la prossima partita, ed è un calciatore molto forte sulle palle inattive e nel pressing, lo sappiamo. Il Benfica è dunque una formazione guidata da un allenatore eccellente, dotata di ottime individualità e composta da giocatori abituati alla pressione e a vincere, un fattore che trasforma le squadre. Sento che sono molto fiduciosi, ma noi siamo pronti ad affrontarli. Conosco bene Marco Silva e conosco bene la rosa del Benfica. So che abbiamo una pressione enorme, ma so anche che il Benfica ha pari pressione di dover vincere ogni partita; per questo credo che sarà una bella sfida e che ci divertiremo".