Popolo bianconero e social spingono, Antonio è libero e rappresenta una costante suggestione. Il toscano deve subito ripartire
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Sic transit gloria mundi, come sono effimere le cose nella vita. Antonio Conte ritorna nella short list della Juventus, un anno (e pochi mesi) dopo il grande rifiuto, quando i bianconeri avevano atteso invano la riunione con De Laurentiis che ne avrebbe dovuto sancire il divorzio dal Napoli. Condizionale d’obbligo e mai così adatto, visto quanto è successo dopo. Come la conferma di Igor Tudor, traghettatore confermato per mancanza di alternative - e di prima scelta, Conte appunto, senza contare il teatrino di Comolli con Gasperini, a posteriori un autogol - mentre l’arrivo di Luciano Spalletti era l’inizio di un progetto. Poi il rinnovo contrattuale il 10 aprile scorso quando non aveva ancora centrato l'obiettivo Champions, incartandosi alla penultima contro una Fiorentina già salva e lasciando via libera a Roma e Como. Il toscano è stato graziato dai risultati come nessuno nel recente passato, visto che la Juventus centrava il quarto posto senza penalizzazioni dal 2011-12.
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Juve, le riflessioni
La prima sconfitta in campionato impone interrogativi alla proprietà, alla società, a Spalletti. La luna di miele è ufficialmente finita, pur se durata molto per gli standard e con davvero poche soddisfazioni, ancora inferiori rispetto alla stagione del duo Motta-Tudor. L'italo-brasiliano godeva di infinito credito da parte dell'ambiente dopo gli anni di Allegri ma è caduto in disgrazia dopo l’eliminazione Champions a febbraio e i sette gol subiti (a zero) da Fiorentina e Atalanta, mentre il croato era una soluzione di qualche mese prolungata giocoforza per cercare di tramandare la juventinità, negli slogan del fino alla fine e dell'unica cosa che conta è vincere. Invece l'attuale tecnico, reduce da una disastrosa parentesi con la nazionale, ha avuto discreti alti e altrettanti bassi, salutando la Champions contro il Galatasaray e la Coppa Italia contro l'Atalanta (anche qui a febbraio) salvo poi incartarsi contro una Fiorentina già salva nello zero a due della penultima.