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Niente grandi orizzonti per la Juventus, che secondo il suo ex giocatore deve pensare prima a come diventare squadra
Massimo Mauro, ex calciatore della Juventus e opinionista, ha analizzato sulle colonne de La Gazzetta dello Sport il momento dei bianconeri, reduci dalla sconfitta in casa del Sassuolo e attesi dall'esordio in Europa League contro gli olandesi del NEC Nijmegen.
"Paradossalmente il problema della Juve non mi sembra né tecnico né tattico. È un gruppo che non è ancora diventato squadra. Certo, per la storia e l’identità che ha questo club, è difficile farlo senza un italiano in campo. L’unico è il portiere, Vicario, che è arrivato un mese fa e quindi di Juventus non sa niente...".
COSA MANCA?
"La Juve è un gruppo di buonissimi giocatori che però fa fatica a diventare squadra: ha retto sulle invenzioni di Zhegrova ed è crollata quando doveva tenere l’equilibrio e cercare di vincere la partita, ma l’ha fatto in maniera scriteriata. In questa Juve, in mezzo al campo, manca gente come Marchisio o Pirlo, che si ferma, alza la testa e indirizza i compagni. Non è che se si va in 15 nell’area di rigore avversaria si vince. Anzi, si rischia seriamente di perdere. Come poi è stato".
KOLO MUANI ANCORA SOTTO ACCUSA
"Ha sbagliato, ma poi non c’è stato nessuno che si è opposto a Matic... Il serbo s’è fatto 20 metri con la palla senza che nessuno lo contrastasse, prima di lanciare Laurienté. Kelly dov’era? E Sarr? E Kalulu?".
COME RISOLVERE
"Spalletti deve trovare il modo di far giocare bene quelli davanti: Kolo Muani ha bisogno di profondità e di cross. Conceiçao e Alajbegovic non devono stare a fare duecento volte avanti e indietro con la palla: appena hanno un metro di spazio devono crossare, altrimenti il centravanti la palla non la prende mai. La Juve adesso ha uomini importanti fuori, ma non è che con la formazione che aveva in campo a Reggio Emilia non potesse vincere contro il Sassuolo. Non bisogna trovare questi alibi".
LE PROSSIME DUE...
"Se con batoste contro NEC e Atalanta possono arrivare ribaltoni in panchina? Spero di no, mi rifiuto di pensarlo. La Juve è un’altra cosa, non può diventare come le altre squadre che cambiano in continuazione: ha già fatto troppo con Motta, Giuntoli, Tudor e Comolli. Basta. Io penso che sarebbe sbagliato, perché Spalletti è un grande allenatore. Chiaramente la sua Juventus deve diventare presto squadra. E per questo c’è bisogno di tempo, ma pure di risultati. Luciano deve trovare il modo di tornare a vincere in breve tempo, perché alla Juve è così: non è che puoi dire “ci prendiamo un mese di tempo, facciamo tre pareggi e una sconfitta, ma alla quinta partita torniamo a vincere”. Se perdi altre due partite succedono i problemi...".