TORINO - “Grabara-in”. Una tentazione forte, datata e del tutto slegata dall’impatto in bianconero di Guglielmo Vicario. Fin qui, forse, l’unico dei nuovi innesti ad aver fornito nell’immediatezza garanzie palpabili sul piano tecnico. Guai, dunque, a interpretare un possibile cambio tra i pali per la gara di Europa League di domani sera con il Nec come una “bocciatura” nei confronti dell’ex Tottenham che, anzi - da quanto filtra - si starebbe facendo apprezzare pure fuori dal campo con atteggiamenti e discorsi da leader. Semplicemente, Spalletti è rimasto impressionato dalle qualità di Grabara fin dalle primissime sedute di allenamento, risalenti all’ultima settimana di agosto. A tal punto da convincersi che, prima o poi, sarebbe stato giusto concedergli una chance nell’11 titolare. La data cerchiata in rosso, nel disegno iniziale, coincideva proprio con la gara di domani sera. Il fatto che Lucio non abbia ancora sciolto la riserva coincide probabilmente con gli strascichi della prova di Reggio Emilia. O meglio: si starebbe chiedendo se non sia il caso di rimandare l’esperimento dopo la sosta. O comunque, quando la squadra sarà tornata a navigare in acque più quiete.
Ma non è da escludere che Lucio decida di mettere a punto già a partire da domani sera un turnover fisso tra i pali (Vicario in campionato e Grabara in Europa League) per permettere a entrambi di esprimere al meglio i rispettivi patrimoni tecnici e - chissà - orientare le decisioni future del club sui cartellini. Del resto, le formule degli affari pattuiti con Tottenham e Wolfsburg sono similissime. Entrambi sono arrivati in prestito con diritto di riscatto: 10 i milioni di euro (bonus compresi) che la Juve dovrà versare nelle casse degli Spurs per trattenere l’azzurro; 12 (oltre ai 500 mila del prestito) per la conferma del polacco. Tutto ancora da decidere, insomma. Se non altro Grabara, rispetto al collega azzurro, ha dimostrato nel corso della carriera di avere ottime abilità in fase di costruzione. A Wolfsburg e Copenaghen toccava spesso a lui il compito di aiutare i compagni a superare la prima linea di pressione. Detta glio non indifferente se si considera che nel corso dei primi match stagionali la coppia Bremer-Lucumi ha faticato ( e non poco) nel garantire un’uscita palla pulita e continuativa.