In conferenza stampa, con Kalulu, il tecnico ha presentato la gara con il NEC, valida per la prima giornata della Fase Campionato di Europa League, ma si è a lungo soffermato anche sui temi più caldi in casa bianconera
"Come ci sono rimasto a sentire che una parte dei tifosi ha nostalgia per Conte? Giusto che ognuno dia forza a ciò che vuole, a ciò che gli sembra giusto dare forza. C'è serenità? In che senso c'è serenità? Per quale motivo? La pressione dal punto di vista mia è la medicina per imparare a vivere, l'ho imparata dopo pochi anni, perché dovevo portare a casa roba, perché avevamo una situazione difficile come tante altre famiglie". Così Luciano Spalletti in conferenza stampa alla vigilia di Juve-NEC, valida per la prima giornata della Fase Campionato della nuova edizione dell'Europa League. Il tecnico dei bianconeri si è a lungo soffermato sul fatto che dopo la sconfitta a Reggio Emilia contro il Sassuolo si sia tornato a parlare di Conte alla Juve.
Spalletti ha iniziato presentando la sfida con gli olandesi del NEC: "L'allenatore del Nec (Dick Schreuder) è un profilo di altissimo livello. Ha avuto il coraggio di andare a imporre le proprie idee in un paese già evoluto di calcio. Si è imposto, ha lasciato un'idea diversa e ben riconoscibile. Ha vinto un campionato di terza divisione. Ci dobbiamo aspettare una proposta di gioco 'esclusiva' a livello di qualità di idee. Questo ci deve far trovare pronti per evitare di restare sorpresi. La cosa che diventa più evidente è che segnano quasi due gol a partita. Questa la dice lunga sul calcio che vuole proporre. Ha dei calciatori forti, le coppie di fascia giocano a piede invertito perché vogliono convergere verso la porta. E poi fanno questa continua pressione. Può diventare una serata scomoda".
La sconfitta con il Sassuolo è stata analizzata a fondo: "C'è qualcosa da migliorare. Abbiamo tracciato quello che vogliamo fare, le cose a cui dobbiamo portare dei correttivi per evitare che risucceda. Bisogna essere un po' più compressi, per togliere qualche linea di passaggio agli avversari, e capire bene quando è il momento di andare a pressare o fare un po' il blocco squadra e aspettare la mossa sbagliata dell'avversario. La vera qualità sarà mantenere un ritmo mentale che ti permette di andare oltre il problema. Chi pensa prima, fa tutto un po' prima".
A Spalletti è stato poi chiesto se si senta sereno: "C'è serenità? In che senso c'è serenità? Per quale motivo. La pressione dal punto di vista mia è la medicina per imparare a vivere, l'ho imparata dopo pochi anni, perché dovevo portare a casa qualcosa, perché avevamo una situazione difficile come tante altre famiglie. A dieci anni quando andavo a scuola andavo a fare qualcosa per guadagnare due cose per la famiglia. Figuratevi se mi turba adesso che ho messo tantissime cose a posto, di vita, come quella della mia professione a cui tengo moltissimo. Ciò che esce dopo una sconfitta è un processo che non posso controllare. Nella mia testa decido io a quale pensiero dare spazio e a quale non darlo. In questo caso, non do molto spazio a ciò a cui fate riferimento".