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Grabara "supereroe" della Juve: ecco perché indossa la maschera blu... come Batman

Dal terribile incidente e il soprannome dei tifosi fino all'assist contro il NEC: la curiosità sul nuovo portiere bianconero

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Volendo parafrase una delle frasi più famose dei fumetti di Batman, la prima partita di Kamil Grabara con la maglia della Juventus si potrebbe riassumere in questo modo: "Potresti non essere quello di cui la Juventus ha bisogno, ma potresti essere quello che la Juventus merita". Non un nome altisonante o un acquito da 100 milioni, ma il giocatore giusto al momento giusto. Perché se dal mercato estivo sono arrivati tanti attaccanti di spessore, da Kolo Muani e Woltemade fino ad Alajbegovic, fa riflettere come contro il NEC uno degli assist sia stato proprio del portiere polacco. Lancio lunghissimo da 70 metri per servire Nico Gonzalez, uscita a vuoto del portiere avversario, gol. ***"Non è ciò che sono dentro a definirmi, ma ciò che faccio",***direbbe il giustiziere mascherato di Gotham. In questo caso, un assist.

Perché Grabara indossa una maschera blu? Le origini della "Batman-maske"

Tutte queste citazioni a Batman non sono un caso, ma un rimando alla maschera che il nuovo portiere della Juventus indossa da ormai diversi anni. Era il 2022 e il polacco giocava nel Copenhagen. Durante una partita contro l'Aalborg Boldspilklub il classe 1999 è uscito per un intervento su un pallone alto, ma è stato colpito al volto da un avversario. Un intervento involontario ma durissimo, che gli ha provocato una grave frattura. "Ho sentito che il colpo mi ha distrutto la faccia e che l'occhio si è chiuso immediatamente. Pensavo che si fosse rotto qualcosa, ma quanto accaduto era più di quello che potevo aspettarmi", ha raccontato. Grabara è stato quindi costretto a lunghissimo e delicato intervento, durato addirittura sette ore.

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Dopo circa due mesi dall'operazione, il portiere è quindi tornato in campo, con una mascherina protettiva blu, che i tifosi del Copenhagen hanno subito ribattezzato: "Batman-maske". Come successo anche con Osimhen in Serie A, però, il polacco si è abituato a indossare questa protezione e ha continuato a utilizzarla anche quando non era più strettamente necessaria. Grabara ha spiegato di non avvertire la sua presenza, e anzi di avere la sensazione di giocare meglio quando la indossa. "Ci giocherò per il resto della mia carriera e sono felice di farlo. Fa parte di me ed è diventato come il mio biglietto da visita", ha spiegato. Quello che era nato come un dispositivo di protezione si è trasformato quindi in un portafortuna, che in campo lo trasforma quasi in un supereroe mascherato.

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