Il calcio piange uno dei suoi simboli. È morto [**Sandro Mazzola**](https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/2022/11/08-99611577/sandro_mazzola_80_anni_nella_storia), figlio d’arte dell’indimenticabile **Valentino** (asso del Grande Torino) e protagonista in campo con la **Grande Inter di Helenio Herrera** e con la nazionale azzurra. Calcisticamente nato e cresciuto in nerazzurro, dal suo esordio appena diciottenne fino al ritiro nel 1977, a quasi 35 anni, Mazzola ha collezionato 565 gare complessive e 158 reti in tutta la sua carriera, spesa soltanto con l'Inter.
Nato l'8 novembre 1942 a Torino, esordì in [Serie A](/calcio/serie-a) in uno storico Juventus-Inter 9-1 del giugno 1961, quando i nerazzurri schierarono la formazione giovanile per protesta contro la data scelta di quel match di recupero: di Mazzola fu l'unico gol interista, segnato su calcio di rigore. Velocissimo, con un gran dribbling e lucido sottoporta, Mazzola è stato uno dei protagonisti dell’Inter che nella metà degli anni ’60 ha dominato in Italia e nel mondo, conquistando **tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali**. Successivamente ha vinto un quarto scudetto, nel 1971. Nato attaccante, si è trasformato poi in un'eccellente mezzala, intelligente rifinitore, diventando **l'alter ego di Gianni Rivera**, stella dei concittadini del Milan. A Mazzola non sono mancate le soddisfazioni anche con la maglia dell'Italia, vestita per la prima volta nel 1963 e con la quale ha collezionato **70 presenze e 22 reti**. In Nazionale è stato protagonista del successo agli **Europei del 1968** disputati in casa, vinti nella doppia sfida contro la Jugoslavia, e al **Mondiale messicano del 1970**, nel quale ha sfiorato la conquista della **Coppa Rimet** persa in finale contro il **Brasile di Pelé**. Appesi gli scarpini al chiodo, ha ricoperto diversi ruoli dirigenziali: prima all’Inter, poi al **Genoa**, di nuovo all’Inter e infine al **Torino**, fino al 2003, ma è stato anche commentatore tecnico e opinionista per Rai Sport. Fu Mazzola la prima seconda voce della nazionale durante le telecronache. In anni più recenti è stato inserito nella Hall of fame del calcio italiano e in quella dell'Inter, di cui è stato ovviamente anche capitano. Un ciclo inimitabile che ne ascrive per sempre la figura tra le più celebri della storia del calcio italiano e non solo. Così, in una tiepida notte di fine estate, alla vigilia dell'ennesima partita importante della sua Inter, lo ha ricordato la società nerazzurra: "_C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori. Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile_”.