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Sarr ribalta il mercato Juve: da ripiego a sorpresa, perché Kessié può diventare un lontano ricordo

TORINO - E se, quando la volpe non arriva all’uva, non perdesse tempo a dire che è acerba e, invece, concentrasse i suoi sforzi nel trovare un frutto migliore? E se, persa l’occasione di portare Kessié a Torino, la Juventus avesse trovato in Pape Matar Sarr, definito da Spalletti «un cavallino di razza», un acquisto più funzionale al progetto?

È ancora troppo presto per i giudizi definitivi, ma la primissima fotografia racconta di come il club bianconero abbia motivo di rallegrarsi per come siano andate le cose in estate, senza rimpianti né rimorsi. Soltanto certe volte capita che il pensiero possa ancora andare al centrocampista ivoriano: perché è innegabile che fosse l’obiettivo numero uno e perché il modo in cui si è consumata la rottura con l’entourage è ancora da digerire appieno.

L’incrocio tra i due, domenica in Juventus-Atalanta, è senza dubbio uno dei tanti temi che il match si porta dietro. E allora è il caso di ripercorrere velocemente la vicenda. I bianconeri, e lo stesso Spalletti, avevano messo Kessié in cima alla lista dei desideri per alzare il livello della mediana e, soprattutto, quello dell’esperienza e del carisma dello spogliatoio. Una lunga trattativa, gli incontri milanesi con l’agente, una strada che sembrava ormai dritta e in discesa verso il traguardo.

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