Da ripiego di mercato a nuova certezza del centrocampo bianconero: obiettivo Cagliari
Lorenzo Aprile
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TORINO - Il paragone con Blaise Matuidi? Un po’ avventato per status, chilometraggio, trofei in bacheca oltre a quell’innata leadership che il francese ha sempre messo a disposizione nei vari spogliatoi frequentati in carriera. Ma allo stesso tempo intrigante e, forse, persino azzeccato (tralasciando il fatto che l’ex Psg era mancino). Se non altro, è quella la traiettoria a cui dovrebbe aspirare Pape Matar Sarr. L’idea di mettere a disposizione dei bianconeri fisicità, gamba, intelligenza calcistica e pure un po’ di sano pragmatismo. Al costo di risultare “goffo” o spigoloso nell’esecuzione dei gesti tecnici. Alla Juve mancava un profilo dalle sue caratteristiche. Una mezzala box to box in grado di calarsi perfettamente nella parte in ambedue le fasi di gioco. Non a caso, il duo Carnevali-Massara le ha provate tutte in estate pur di convincere Kessie a trasferirsi a Torino. E non è di certo un segreto che, a margine dello “scippo” nerazzurro firmato Giuntoli, Spalletti si sia detto perplesso sulle caratteristiche di quello che - agli atti - non sembrava altro che un timido rincalzo.
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Ma sono stati gli stessi dirigenti bianconeri a rivendicarne con insistenza le potenzialità tra clip video e dati analitici della sua ultima stagione tra le fila del Tottenham. Da lì, è bastato attendere che Sarr smaltisse qualche vecchia ruggine di natura muscolare, perché Lucio si convincesse di avere tra le mani un ragazzo di assoluto valore. «È un calciatore che crea curiosità, perché sa comportarsi bene in qualsiasi situazione - l’analisi del tecnico prima del match con il Sassuolo -. È un calciatore completo, ha questa facilità di corsa e te lo trovi da tutte le parti in maniera precisa e puntuale. Quando pensi che laggiù non puoi portare blocco squadra lui ci arriva. Ha questa corsa e resistenza profonda. In questo andare in giro a esplorare lui ci mette qualità perché conosce il contrasto, conosce bene la qualità tecnica, la finalizzazione, siamo convinti di avere a disposizione un calciatore forte e ce lo farà vedere da domani se ce ne sarà bisogno». Le prove con Nec e Atalanta hanno fatto il resto. Specialmente quest’ultima, stravinta grazie a un predominio evidente dei bianconeri in mezzo al campo, palesatosi solo a seguito dell’ingresso di Sarr nella ripresa al posto di Alajbegovic. Il senegalese ha legato il gioco e recuperato più volte il possesso grazie alla sua risolutezza nei duelli fisici. Sì, c’è ancora molto da lavorare sul piano qualitativo, ma l’impressione è che Spalletti si sia convinto che da qui in poi, complici i lunghi stop di Thuram e Locatelli e la perenne inconsistenza di Koop (ieri in gol con l’Olanda dopo tre panchine consecutive), vedrà in Sarr il titolare designato al fianco di Douglas Luiz.