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"Abbiamo creato la 'Wes Zone'": come Spalletti ha fatto diventare McKennie fondamentale per la…

![McKennie GOAL GFX HD](https://assets.goal.com/images/v3/blt0ab8b7b59bcc4024/McKennie%20HD.png?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)Getty GOAL

L'allenatore bianconero ha svelato la via seguita per esaltare pienamente le qualità dello statunitense.

Definire calcisticamente Weston McKennie, in questo periodo storico, non è cosa semplice: è un lato positivo, però. Va precisato sin da subito.

Lo ha fatto anche Luciano Spalletti che, a Tuttosport, ha parlato proprio della maturazione del giocatore statunitense, senza etichettarlo. Senza collocarlo in una zona specifica del terreno di gioco.

Un presupposto fondamentale che ha portato alla trasformazione globale di McKennie, esaltandone le qualità al servizio della squadra, rendendolo sostanzialmente indispensabile per la Juventus.

* Fa bene, Luciano Spalletti, a precisarlo. "__È mediano, centrocampista, trequartista, gioca dove gli pare":__ se l'ultima parte della frase, in altri contesti, può suonare quasi un rimprovero, alla Juventus non è così.

Dietro a quel "gioca dove gli pare" c'è un lavoro intenso fondato sulla disponibilità al sacrificio di uno dei calciatori più duttili del calcio europeo. McKennie, non lo presentiamo noi, nasce mediano, ma nel corso degli ultimi anni è stato spostato più avanti, persino oltre la trequarti, ma anche sull'esterno.

Complici gli infortuni, vero, ma anche le qualità tecniche dello stesso statunitense: bravo nella corsa, nella lettura del gioco e nelle due fasi.

"__L’universalità è la nuova specializzazione nel calcio: conoscere tutto il campo è un obbligo ormai",__ spiega Spalletti a Tuttosport. Ed effettivamente è il caso di McKennie.

* Il paragone, poi, lo serve proprio il tecnico della Juventus quando si parla della duttilità di McKennie: "__Anche Simone Perrotta era molto simile per come sapeva adattarsi alle situazioni tattiche di squadra: era un cavallino che trovavi sempre in movimento".__

Ma dietro al cambiamento tattico del giocatore bianconero, ovviamente, c'è un percorso che tocca i punti critici degli ultimi anni della Vecchia Signora: la ricerca di un'identità ben precisa, la necessità di adattarsi alle situazioni, pure quelle difficili, e la voglia di sperimentare.

"__Per lui abbiamo creato la “Wes Zone”, lui conosce ogni angolo del campo",__ spiega Spalletti, riferendosi anche a una questione di carattere. __"Già dentro i video che andiamo a comporre raccontano molto del suo carattere, della sua personalità. È una persona bella e viva, ti si mostra da solo. Lui ti dice: 'Io sono fatto così'.____È un grande uomo che sa fare tantissime cose":__ ma in questo momento specifico come si declina l'importanza di McKennie?

* La Juventus, in questo periodo, non è riuscita a evitare i problemi legati agli infortuni che hanno colpito anche altre squadre in Serie A: in questo senso McKennie torna senz'altro utile.

Risolti i suoi guai muscolari (anche lui ne ha avuti) lo statunitense dovrebbe essere schierato sull'esterno inserendosi nel pacchetto completato da Zeki Celik e Andrea Cambiaso. Da vero "Jolly", insomma. Il solito "Jolly" nella "Wes Zone" in un calendario fitto di impegni, con nove partite in meno di un mese, dal Cagliari alla Fiorentina, fino alla prossima sosta.

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