Conte al momento è senza squadra dopo i due anni trascorsi a Napoli e, oltre a guardarsi attorno per potenziali nuove chiamate, osserva il calcio a livello generale. Dalla Premier League fino alla Liga e, ovviamente anche la Serie A, dove non sono mancati riferimenti sulla Juve e sul cosa vuole dire portare la mentalità vincente all'interno di un club.
Conte e la mentalità vincente: "Nessuno si ricorda di chi arriva secondo"
Conte, in una lunga intervista a The Athletic, parla della mentalità vincente e di cosa vuole portare lui all'interno di un gruppo: *"Sai che ho una medaglia da vicecampione del mondo?"* dice il tecnico per spiegare meglio il concetto. "Ti ricordi che il Brasile ha vinto quella finale e non che l’Italia l'ha persa ai rigori. Una Nazionale italiana con Baggio e Franco Baresi. Se avessimo vinto quella partita, sarei riconosciuto come campione del mondo". E ancora: "A Euro 2000 abbiamo perso la finale contro la Francia per un golden goal. Chi se lo ricorda? È fastidioso, ma è la verità. Non ci si ricorda di chi è arrivato secondo. Alla Juventus abbiamo vinto la Champions League ai rigori contro l’Ajax, ma ho perso altre tre finali".
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Conte: "Non sempre c'è una prossima volta"
L'allenatore prosegue nel suo concetto: "Ecco perché, molto spesso, quando parlo con i miei giocatori, quando si arriva davvero al nocciolo della questione, ho uno spirito competitivo così agguerrito e cerco di trasmetterlo a loro. Ho vinto molto, ma ho perso anche tanto. E quando si perde… ed è una cosa che voglio che i miei giocatori capiscano davvero, perché ci sono passato anch’io… se perdi una finale di Coppa del Mondo o una finale di Champions League e poi vai in vacanza, potresti pensare che ci sarà una prossima volta. Ma non c’è sempre una prossima volta. È tutto qui". Proprio su questo aspetto si sofferma parlando del Chelseae l'ultima vittoria della Premier con lui in panchina nel 2016-17: "È proprio questo il problema. Ecco perché il duro lavoro è importante. Vincere non è facile; ci vuole fatica. Non solo impegno. Ma sangue, sudore e lacrime. Alcuni pensano che il successo piova dal cielo e ti cada adosso. Ma devi andare là fuori e conquistarlo. Stare seduti a parlarne non basta a farlo accadere".