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Kolo Muani, contro il Cagliari per dimenticare la Cremonese: l’imperativo è sbloccarsi in Serie A

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TORINO - Ricominciare da zero non è propriamente la condizione preferita dagli attaccanti, dipendenti dai numeri in base ai quali vengono spietatamente giudicati. Ma a volte può essere funzionale per lasciarsi alle spalle un periodo negativo o liberarsi da schemi mentali obsoleti e ansie da prestazione. È quanto spetta a Randal Kolo Muani, che nell’amichevole contro la Cremonese non solo è rimasto a secco di gol, ma, in oltre un’ora di gioco, non ha mai calciato verso la porta. Zero assoluto: un guaio se nella vita non sei un duo pop italiano, ma il centravanti titolare della Juventus. “L’attaccante della Juve è il giocatore più criticato d’Italia”, ha recentemente fatto presente Jonathan David, rinato all’Atletico e finalmente libero da pressioni schiaccianti. Kolo, oltre a quelle, ha pagato le aspettative che lui stesso aveva costruito: cinque gol nelle prime tre partite nella sua precedente esperienza bianconera. Uno solo è quello messo a segno dal suo ritorno, in Europa League contro il NEC. Nei sei match stagionali l’ex Tottenham ha alternato clamorosi errori sotto porta a cose molto utili (tra i migliori con l’Atalanta), ma è parso timido, prima ancora che impreciso, nel momento in cui c’era da buttarla dentro. Per restare sui numeri, ha calciato nello specchio appena quattro volte: una a partita contro Frosinone, Parma, Nijmegen e Atalanta, nessuna contro Milan e Sassuolo. Allargando il quadro, sono soltanto 12 le conclusioni totali tentate dal 23 agosto. A Kolo serve ritrovare la fiducia (qualità e dedizione alla causa non sono in discussione) più del killer instinct che nel corso della carriera ha risvegliato dentro di sé a corrente alternata.

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