**Paolo Montero** sa bene cosa significhi fare i bagagli e sbarcare in Italia a 19 anni, carichi di sogni, talento puro e una valigia pesante di aspettative. Sa bene anche quanto la pressione possa giocare brutti scherzi. E quanto sia un attimo perdersi, temere di non farcela, star lì e pensare solamente alla mossa successiva. Sensazioni comuni. Che appartengono ai ragazzi, in attesa di diventare uomini. Noi siamo partiti proprio da lì, da queste, a margine dell'evento [che l'ha visto presentare i primi 6 nomi della European Golden Boy Top 100](https://www.tuttosport.com/news/calcio/golden-boy/2026/10/05-151674075/european_golden_boy_2026_svelati_i_25_finalisti_in_corsa_per_labsolute_best).
**Paolo Montero, quanto l’ha influenzata il suo vissuto nella gestione dei talenti più giovani e precoci? Li tratta come avrebbe voluto che trattassero lei?** “_Ho cercato di apprendere e rubare il meglio dei tanti professionisti con cui ho lavorato nel corso della carriera. Da_ **_Lippi_** _a_ **_Prandelli_**_, passando per_ **_Mondonico_**_,_ **_Guidolin_**_,_ **_Percassi_**_. Da loro ho appreso che è fondamentale instaurare un rapporto personale con il calciatore. Il confronto è fondamentale. Loro ti osservano e misurano continuamente. Comprendono subito se capisci di calcio o meno_”.
**Al di là della tecnica, c’è un aspetto in particolare che le fa capire subito se il talento in questione è un potenziale fenomeno?** “_Normalmente ne osservo la postura in campo. Come si muove con e senza palla. Faccio sempre l’esempio di_ **_Yildiz_** _e_ **_Huijsen_**_. Bastava guardarli entrare nel campo di allenamento il lunedì per capire che sarebbero diventati due fuoriclasse assoluti_”.
**[Consulta qui Golden Boy Football Benchmark Index](https://www.europeangoldenboy.com/golden-boy-football-benchmark-index/)**