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Golden Boy, gol e rivincite: Alajbegovic-Zhegrova, la Juve cambia marcia

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Il momento d’oro di Kerim Alajbegovic è ulteriormente amplificato dal suo ingresso nella shortlist dei 25 finalisti del Golden Boy. Altrettanto scintillanti e preziose sono le parole del suo allenatore Luciano Spalletti, nell’intervista a Tuttosport: “*È uno che può veramente stupire. Dobbiamo riuscire a creargli un contesto più familiare e tranquillo. Così potrà crescere più velocemente. Si deve creare una relazione forte tra la squadra e le potenzialità dei singoli giocatori”. Insomma, creare la comfort zone all’interno della quale crescere con calma, senza pressioni, in un ambiente sano ma che, comunque, non abdichi al compito di mostrare la via. Quella della competitività, quella della vittoria come mantra da recitare quotidianamente. In qualche modo è anche un cambio di paradigma da parte del tecnico di Certaldo: Alajbegovic non è più solo un colpo dei “direttori*”, nello specifico di Massara che lo conosceva da tempo e lo ha fortemente voluto.

Vuol dire che ha imparato a conoscerlo, e non solo per le note qualità tecniche, quelle presenti e quelle che si intravede potrà mostrare in futuro. Ma anche per quelle umane, per la sfrontatezza che non straripa nell’arroganza, per una consapevolezza nei propri mezzi che non è sempre comune per un classe 2007 che si affaccia adesso nel campionato italiano, con la maglia della Juventus addosso. Tornerà ancora più in forma dopo gli impegni con la Nazionale bosniaca, questa la sua promessa. Durante i quali, tra l’altro, ha idealmente raccolto lo scettro di Dzeko che ha detto basta agli impegni nazionali, suggellando il passaggio con un gol. Intanto, però, va registrato che qualche problemino fisico c’è stato. Proprio contro la Svezia era stato costretto a uscire per un fastidio che, nel post match, il ct Barbarez ha derubricato a crampi. Due giorni fa si è allenato con la squadra, ma ieri è stato lasciato fuori dalla lista dei convocati per la partita contro la Polonia. Stop precauzionale visto il carico di impegni - ha giocato sempre -, ma nessuna preoccupazione ulteriore. Almeno questo è quanto filtra dal ritiro bosniaco, in attesa che anche lo staff juventino lo riaccolga alla Continassa e faccia le dovute verifiche.

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