Arrivederci e, tutto sommato, grazie. La prima maxi-sosta è sembrata infinita, ma la notizia è che è stata positiva. Un po’ per tutti, club compresi: gli infortuni sono stati meno del previsto e questo è un elemento di riflessione. Con quattro gare i ct hanno dosato le energie come fanno gli allenatori, senza chiedere tutto e subito. Risultato: qualche stop in meno. I sorrisi, poi, sono azzurri: l’esordio di Mancini con il Belgio ci aveva terrorizzati, ma da lì in poi abbiamo visto l’Italia che vorremmo. E che forse può tornare ai Mondiali: lungi dal pensare che i problemi siano spariti in così poco tempo - sarebbe un errore madornale -, c’è da prendersi il buono e sperare nel meglio.
La sosta ci ha portato il commissario **Giovanni Malagò**, che succede al presidente Giovanni Malagò e forse precede il futuro presidente Giovanni Malagò. Uno spasso, per gli amanti della Prima Repubblica. Un po’ meno per chi spera che presto o tardi ci si occupi davvero delle esigenze del pallone. A proposito: mentre tutti seguivano le vicende federali, l’**Antitrust** ha approvato le linee guida per il bando dei **diritti Tv della Serie A**. Al di là delle questioni procedurali, il vero tema sarà economico: il rischio è di doversi confrontare con un netto calo degli importi. Gli uffici di Lega lavorano bene in tal senso, ma la crisi è purtroppo globale e in Francia - dove vedono il baratro da vicino - ne sanno qualcosa.
Smaltita la sosta, a breve torna il campionato. **Inter e Roma** provano a scappare, tra le big che inseguono ce ne sono alcune che cercano di uscire da un tunnel. Il **Milan**, piaccia o meno, una strada l’ha imboccata: sospendiamo il giudizio. La **Juventus** si è affidata a **Luciano Spalletti**, che nelle ultime dichiarazioni è parso un po’ più convinto di poterne venire a capo. Una dichiarazione su tutte: credete in **Alajbegovic**. È fondamentale non per il valore - alto, non alto: lo vedremo - del ragazzo, ma perché finora aveva sempre detto che era un acquisto di Massara. E invece è giusto che sia un acquisto di tutti, come tutti gli altri calciatori. Se Spalletti può curare la Juve, **Massimiliano Allegri** non può limitarsi ad accompagnare il morto, per usare le parole di Antonio Conte. Il **Napoli** visto fino alla sosta è stato poca cosa perfino se si considerano le assenze e le altre difficoltà assortite. Max ha, prima di tutto nei confronti della sua carriera, l’obbligo di dimostrare che c’è ancora qualcosa nella sua proposta calcistica.