Il tecnico studia il modo ideale per valorizzarlo davanti al portiere: l’attaccante francese non ha mai staccato la spina neanche dopo l’operazione al dito
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Vive per il gol in questo momento. Non è un dettaglio del resto. Il fatto che Randal Kolo Muani non sottovaluti la poca concretezza sotto porta è un segnale che rende bene l’idea di quanto sia perfezionista, della misura della sua personale ricerca di una dimensione da bomber. Ambisce a diventarlo, sebbene i numeri degli ultimi tre anni non dicano questo. Alla Juve, però, con Thiago Motta prima e con Igor Tudor poi aveva assaggiato quello status. Doppia cifra raggiunta in metà stagione, abbinata a tante prestazioni di alto livello, quelle che fino a questo momento gli sono mancate soltanto contro Milan e Sassuolo. C’è un aspetto che racconta nitidamente la maniacalità di Kolo Muani: si è riguardato tutte le partite di sputate finora in maglia bianconera. Persino l’amichevole di venerdì scorso contro la Cremonese, una partita nella quale si è mosso molto bene, senza però mai calciare verso la porta grigiorossa. Frangenti sui quali ha riflettuto.
Kolo Muani, Spalletti ti aiuta!
Questione di misure da trovare e un assetto tattico ancora da cucirsi bene addosso: Luciano Spalletti sta lavorando per aiutarlo, per provare a metterlo nelle condizioni di essere più lucido nelle scelte in area di rigore. Kolo Muani lo sta apprezzando. E l’allenatore stesso, di fronte ai comportamenti quotidianamente impeccabili del francese, si è messo a sua disposizione per dargli i mezzi per uscire dalla crisi del gol.
[Spalletti, visita speciale a Tuttosport: il dietro le quinte dell’incontro esclusivo
Spalletti, visita speciale a Tuttosport: il dietro le quinte dell’incontro esclusivo](https://www.tuttosport.com/foto/calcio/serie-a/juventus/2026/10/05-151652639/spalletti_visita_speciale_a_tuttosport_il_dietro_le_quinte_dellincontro_esclusivo)
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Già, perché lo stesso Randal la vive così, come un tunnel che nemmeno la zampata in Europa League col Nec gli ha permesso di superare. Di andare oltre. Il peso dei 50 milioni spesi per lui dalla Juve, tra parte fissa e bonus variabili, non è più un fattore di condizionamento. Così come le aspettative di un intero ambiente che da più di un anno aspettava con ansia il suo ritorno alla Continassa.