Kolo Muani Woltemade HIC
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Il primo spartiacque, per Kolo Muani, è stato Juventus-NEC del 17 settembre. Ironia della sorte, l'unica partita in cui l'ex attaccante di PSG e Tottenham si è inizialmente seduto in panchina. Ma poco importa.
Kolo ha guardato Woltemade segnare su rigore, sembrava destinato all'ennesima notte sofferta di un inizio di stagione sofferto. Ma poi è entrato in campo con il piglio giusto, guadagnandosi i primi applausi veri da parte di un pubblico che pareva già aver dimenticato le imprese della sua prima parentesi juventina.
All'assist per Celik e alla prodezza in solitaria dopo aver evitato il portiere, la sua prima segnatura dell'esperienza bis alla Juve, avrebbe fatto seguito un'altra buona prestazione contro l'Atalanta, qualche giorno dopo. Stavolta senza segnare. Ma poco importa anche qui.
Kolo Muani, domenica 20 settembre, è stato decisivo lo stesso: con una prestazione brillante e un goal evitato sulla linea. Quando è uscito dal campo si è preso l'ovazione di tutti: del pubblico, di Spalletti, dei compagni. E da lì ha intenzione di ripartire.
Woltemade Germania Serbia
Woltemade Germania Serbia
WOLTEMADE, INVECE...
Woltemade, in quelle due partite in cui Kolo Muani ha cominciato a dare segnali di risveglio, ha a sua volta fatto parlare di sé. O meglio: solo nella prima. Quella contro il NEC, in cui è andato a segno su rigore giocando discretamente. Con l'Atalanta è invece entrato solo nel finale.
Il problema è quel che è accaduto dopo. Ed è questo a preoccupare la Juventus e Spalletti. Visto l'errore da un passo, con la porta praticamente sguarnita, contro la Serbia nella prima delle due partite di Nations League giocate dal bianconero? Ecco: non ha troppo bisogno di commenti. Bastano le immagini.
Woltemade è stato criticatissimo in patria, nonostante qualche cosa buona l'abbia fatta vedere e nonostante proprio lui avesse aperto l'azione: con un preziosismo, tra l'altro, di tacco. Ci manca un 9, dicono in Germania, dove attendono con trepidazione la scelta finale di Nicolò Tresoldi.
Qualche giorno dopo, Woltemade è di nuovo sceso in campo dalla panchina in Grecia. Ma anche lì non ha lasciato il segno. La Germania è tornata a casa con uno 0-0, lui a Torino con un po' di mestizia.
RUOLI INVERTITI
E dire che Woltemade, a un certo punto di questo avvio stagionale, pareva pronto a piazzare la zampata vincente e a prendersi una maglia da titolare. Naturale: se il tuo 9 non segna mai e non gioca bene, qualche alternativa devi prenderla in considerazione.
L'ex Stoccarda e Newcastle ha esordito alla terza giornata, contro il Milan. Ha fatto coppia nel finale con Kolo Muani, ha offerto buone sensazioni, si è conquistato una punizione interessante, ha battagliato. Insomma, ha dimostrato di esserci. Per uno che era alla prima con i nuovi compagni, non era scontato.
Non bene invece il successivo spezzone da subentrato contro il Sassuolo: impatto negativo, un goal fallito di testa. Nemmeno Kolo Muani aveva convinto al Mapei Stadium: proprio per nulla. Poi ecco il NEC, il guizzo su rigore, il suo primo a Torino. La sensazione di poter assistere ben presto a un avvicendamento in attacco, o - perché no? - a una convivenza.
E invece, così non è stato. Perché Kolo Muani ha posto il primo mattoncino del proprio riscatto proprio contro il NEC, poi ecco l'Atalanta e gli applausi dello Stadium. Mentre Woltemade faceva la comparsa. E mentre si preparava a quel che sarebbe successo con la Germania in Nations League.
CHI GIOCA A CAGLIARI?
Kolo Muani ha recuperato dalla frattura a un dito rimediata nei primi giorni della sosta. Ha pure giocato l'amichevole contro la Cremonese, anche se con un'evidente fasciatura. Insomma, è ok per il posticipo di Cagliari. La prima della Juve dopo la sosta.
Domenica sera toccherà a lui: questo è praticamente certo. Almeno dal primo minuto. Woltemade si accomoderà in panchina, avrà con ogni probabilità la propria chance a gara in corso, tenterà di ribaltare delle gerarchie che in questo momento sono piuttosto fisse. E di mettere una pulce nell'orecchio di Spalletti.
Non sarà semplice. Kolo Muani non è completamente guarito dai propri fantasmi e sarebbe sciocco affermarlo dopo una partita e qualcosa fatta bene, ma intanto è in risalita. Mentre il tedesco è in discesa. Uno dei compiti di Spalletti sarà provare a rigenerare anche lui.