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Gasperini, la risposta sulla Juve: "Al massimo dico un’altra cosa. Esonero Inter? Ho vacillato"

Il tecnico giallorosso ha fatto chiarezza sulle voci che lo accostavano ai bianconeri, tornando poi sul doppio passato in nerazzurro. E sullo scudetto con la Roma...

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"Lo Scudetto? Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…". Lo ha detto l'allenatore della Roma Gian Piero Gasperini nel corso di una intervista al Corriere di Bergamo dalla sua tenuta in Monferrato dove ha presentato un vino dal nome emblematico 'Freisa 343'. "Il 3-4-3 è sempre stato il modulo di riferimento, sebbene lo abbia declinato in modalità differenti, nell’arco della carriera. In Italia - ha aggiunto - non ha mai avuto fortuna. L’ho importato dall’estero, dall’Olanda, in particolare. E non c’è dubbio che, fin qui, il punto più alto l’abbia raggiunto con l’Atalanta. La Freisa 343 non è frizzante, altrimenti la schiererei in attacco. La vedrei meglio in mezzo al campo, a dettare i tempi". Alla domanda se ha mai dubitato delle sue idee, Gasperini ha risposto: "Certo che sì. Ho vacillato varie volte. L’esonero dall’Inter è stato forse il momento peggiore. Però ho saputo rialzarmi. E devo tanto all’Atalanta, che ha continuato a darmi fiducia, anche quando i risultati non arrivavano".

"Un anno fa ho rifiutato la Juve? No comment (ride, ndr). Al limite, posso riconoscere che ho lasciato l'Atalanta, nel momento in cui ho realizzato che non era umanamente possibile fare di più", ha dichiarato ancora Gasperini parlando del suo legame con la Dea . All’Atalanta ha ottenuto il massimo possibile. "Mi pare proprio di sì. Non solo e non tanto per l’Europa League vinta. Ma per la qualità del gioco e per la costanza dei piazzamenti in zona Champions conquistati in nove anni. Non è il singolo trofeo a decretare la bravura di un tecnico", ha sottolineato Gasperini - che al ritorno della Serie A se la vedrà con il Como di Fabregas - che su un suo possibile ritorno a Bergamo non si è sottratto. "E chi può escluderlo? Una cosa è certa. La mia casa a Bergamo non l’ho venduta", ha concluso.

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