Il giovane attaccante della Juventus Next Gen **Justin Oboavwoduo**, che ha recentemente esordito in prima squadra, ha rilasciato una lunga intervista ai canali ufficiali del club bianconero partendo dalle sue prime esperienze in Inghilterra: “A Manchester fanno molto lavoro sullo sviluppo individuale per vedere dove puoi migliorare ogni giorno, dove vai bene e come potenziare questi aspetti fino a farli diventare dei super punti di forza. È una filosofia presente dalla prima squadra alle giovanili e questo facilita la transizione da una fascia d'età all'altra. - prosegue il classe 2006 – La Juventus? È la squadra più grande d'Italia e ha una grandissima storia. **Quando mi ha chiamato ed era seriamente interessata a portarmi qui, non è stata una decisione difficile da prendere**, specialmente per come mi vedeva integrato nel sistema e per quello che avrebbe potuto essere il piano per me se mi fossi impegnato e avessi giocato bene”.
La crescita nella Next Gen
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Il calciatore inglese parla poi della sua esperienza in Serie C con la seconda squadra della Juventus con cui ha già realizzato un gol in sei presenze: “Il progetto Next Gen è ottimo perché giochi ogni settimana contro adulti, mentre in Inghilterra giochi seconda squadra contro seconda squadra. **Giocare in campionato ogni settimana contro professionisti esperti ti aiuta a crescere e a farti trovare pronto per qualsiasi sfida futura**. Con Mister Brambilla e lo staff ho un ottimo rapporto, basato sull'onestà, pretendono molto da me perché sanno cosa posso offrire alla squadra e vogliono che mostri le mie qualità in ogni allenamento e in ogni partita. Se c'è qualcosa che non faccio bene, ci sediamo, analizziamo e vediamo come posso migliorare. Tra i compagni vado d'accordo con tutti, ma ho legato molto con Owusu, con Guerra che essendo il più esperto mi ha aiutato molto ad adattarmi nei primi mesi e con Elimoghale con cui condivido le origini nigeriane e che parla un po' d'inglese”.
Sull’esperienza in prima squadra e l’esordio in Serie A
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Oboavwoduo parla poi dell’estate vissuta in ritiro con la squadra allenata da Luciano Spalletti e dell’esordio in Serie A: “Il primo ricordo è stato ovviamente il rientro al giorno uno e i test fisici, che sono stati molto difficili! Ma stare con la squadra per un periodo prolungato ti permette di capire i giocatori e permette a loro di capire me, come sono come persona e come mi muovo in campo. **Vivere la pre-season ogni giorno mi ha permesso di imparare, crescere e capire cosa vuole l’allenatore da me**, dalla squadra e nelle diverse fasi di gioco. - prosegue l’attaccante parlando dell’esordio col Sassuolo - È stato un momento un po' agrodolce per come è finita la partita, ma la Serie A è una competizione enorme e fare l'esordio con la Juventus, sentendo la fiducia di Spalletti che mi ha messo dentro in un momento difficile, è qualcosa che terrò con me per sempre. **Spero sia solo un punto di partenza per molte altre presenze**”.
Sul futuro e gli obiettivi
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“Il mio obiettivo principale per la stagione è incidere in più partite possibili con la Next Gen, segnare, fare assist, fare buone prestazioni e aiutare la squadra in entrambe le fasi per vincere le partite, facendomi trovare sempre pronto se il Mister riterrà di chiamarmi in Prima Squadra.- conclude il calciatore - Il mio sogno più grande? **Vincere la Coppa del Mondo e la Champions League**. Giocare per la propria nazionale significa che sei tra i migliori del tuo paese, e vincere il Mondiale significa essere la squadra e il gruppo più forte del mondo. Da bambino vuoi vincere tutto e segnare 100 gol: penso che sognare in grande non sia affatto male”.