Da esubero con cui finanziare parte del mercato estivo, a nuovo leader tecnico e temperamentale dei bianconeri: intesa totale tra club ed entourage del fantasista argentino, atteso in sede per firmare il prolungamento di contratto
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TORINO - E chi se lo aspettava. Oggi pomeriggio Nico Gonzalez farà tappa in sede per prolungare la sua avventura in bianconero fino al 2030, con un leggero ritocco all’ingaggio da 3.6 milioni di euro. Un “Coupe de théatre” degno del miglior Nolan se si riavvolgono le lancetta all’estate del 2025. Una valigia chiusa con fare stizzito, in fretta e furia, un biglietto di sola andata per Madrid e tanti, tantissimi rimorsi per ciò sarebbe potuta essere la sua seconda annata in bianconero.
Nico Gonzalez, redenzione Juve
Nella testa di Nico Gonzalez, quella della redenzione. Eppure, la Juve la pensava diversamente, offuscata dall’impellente esigenza di far quadrare i conti. Il prestito all’Atletico, sulla carta, altro non era che l’anticamera di un addio annunciato. Ognuno per la sua strada. Felici tutti: la Juve di far cassa nell’estate successiva, Nico di dimostrare di che pasta fosse fatto réellement. E così è stato.
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A Madrid ha ritrovato minuti, fiducia, gol e, soprattutto, la considerazione di un tecnico che ha creduto fin da subito nel suo potenziale. Dà li il desiderio di ripagare nuovamente il Cholo Simeone. Insomma, di mettere una pietra tombale alla sua triste esperienza bianconera. Poi la sterzata, casuale. O comunque priva di qualsiasi sedicente romanticismo da facciata, poiché figlia dell’impasse estivo tra i due club nella trattativa per il suo riscatto.