Il punto sulla situazione portieri in casa bianconera dopo l'infortunio di Grabara e l'arrivo di Neto
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TORINO - Una manciata di partite possono convincere, sì. Ma a fare la differenza, per Guglielmo Vicario, in quest’inizio di stagione è stato soprattutto l’atteggiamento. Alla Continassa, spesso, parla lui. Perché è una voce autorevole. Perché ha il carisma per farlo. E perché sente la Juve più di tanti, probabilmente più di tutti: è la traduzione di quel tifo che ha covato da bambino, poi da ragazzo, fino a diventare un professionista. Ecco, adesso si mescola alla responsabilità che ha. Quella di gestire i pali bianconeri. E di fare in modo che la sensazione di essere al posto giusto e al momento giusto duri il più a lungo possibile.
Sempre più certezze
Insomma: sono stati tanti fattori a portare i bianconeri ad avere sempre più certezze sull’estremo difensore, però più di tutto a colpire è stato il modo di porsi di Vicario, arrivato a Torino da separato in casa dal Tottenham - e vanno ricordate le parole di Spalletti di quest’estate, quando invitava a chiedersi i motivi di quella scelta - e perciò con più dubbi che sicurezze. Non esattamente il miglior bigliettino da visita per un estremo difensore, con la concorrenza di Grabara pronta persino a pungolarlo, a disfare dopo il suo fare. Va da sé: dopo l’infortunio al crociato del polacco, con Neto non avrà lo stesso problema.
[Cagliari-Juve, probabili formazioni: Spalletti e le scelte sui nazionali
Cagliari-Juve, probabili formazioni: Spalletti e le scelte sui nazionali](https://www.tuttosport.com/foto/calcio/serie-a/juventus/2026/10/08-151738899/cagliari-juve_probabili_formazioni_spalletti_e_le_scelte_sui_nazionali)
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Lo stesso brasiliano salterà subito la prima: è stato squalificato all’ultima con il Botafogo, salterà la prima con la Juventus. A maggior ragione, per Vicario scatterà l’obbligo della continuità, che poi è un’altra versione della stessa questione. Ma è una pressione differente. Non aspettava altro, “Guli”. Non cercava altro. Anzi: proprio quel senso di responsabilità, raccontano alla Continassa, gli sta dando motivazione extra, come se lo status d’insostituibile dovesse ancora guadagnarselo, allenamento dopo allenamento.