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Alajbegovic si prende la Juve: come Spalletti lo ha messo al centro del progetto

Senza Yildiz, ancora infortunato, è la giovane stella Kerim che deve accendere i bianconeri

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TORINO - Sulle ali di Alajbegovic. La Juve vuole riprendere subito a volare, fin da domani a Cagliari, all’alba del tour de force che condurrà alla prossima pausa di novembre: tra campionato ed Europa League non si sarà tempo per respirare, si giocherà ogni tre giorni e ci sarà bisogno di tutti. Di Kerim in particolare, il piccolo genio che dovrà accendere la Signora e mantenerla al vertice. La qualità del talento bosniaco è una delle frecce all’arco di Spallettiche punterà forte sul ragazzo arrivato in estate dal Bayer Leverkusen e strappato alla concorrenza fortissima del Chelsea. L’investimento è stato consistente - 30 milioni più 5 di bonus - ma sembra proprio che ne sia valsa la pena perché il diciannovenne ha già dato prova delle sue capacità. Basta riavvolgere il nastro e rivedere il suo primo gol in bianconero contro il Nec - un destro secco appena dentro l’area - o i ricami in dribbling, la postura da veterano con cui conduce le transizioni per rendersi conto di che cosa potrà diventare in prospettiva.

[Juve, la probabile formazione di Spalletti per la partita contro il Cagliari

Juve, la probabile formazione di Spalletti per la partita contro il Cagliari](https://www.corrieredellosport.it/foto/calcio/serie-a/juve/2026/10/09-151753306/juve_la_probabile_formazione_di_spalletti_per_la_partita_contro_il_cagliari)

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La Juve gli ha cucito addosso la maglia numero 17 per farlo crescere all’ombra del Dieci, quel Kenan Yildiz che è partito dalle giovanili bianconere ed è diventato leader della prima squadra in pochissimo tempo. L’idea è durata poco perché il gioiello turco si è fratturato il piede sinistro all’esordio a Frosinone e ora è ai box almeno fino a dicembre. Tradotto: spazio e campo ad Alajbegovic per il quale Spalletti aveva immaginato un decollo più morbido, senza troppe pressioni, step by step. L’emergenza infortuni ha cambiato le carte in tavola e accelerato il percorso di lancio del bosniaco (4 volte titolare nelle prime sei uscite stagionali), che ora avrà sempre più minuti e responsabilità.

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