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Fagioli e il periodo di squalifica: "Grato alla Juve e Allegri per essermi stati vicini"

Nel corso dell'intervista rilasciata a Sportweek, il centrocampista della Fiorentina, N**icolò Fagioli**, è tornato sul momento difficile vissuto con la squalifica per le scommesse sul calcio. Queste le sue parole: "È stato strano perché già sei mesi prima sapevo che sarei stato squalificato e nonostante ciò ho continuato a giocare. Sono grato alla Juventus e ad Allegri che erano a conoscenza della situazione e mi sono stati vicini. Prima di ogni partita il mister mi chiedeva: te la senti? E io tutte le volte rispondevo: sì, voglio giocare. Dei sette mesi in cui sono rimasto fermo il primo è stato veramente il più difficile perché non ero abituato a stare lontano dal terreno di gioco. Nei successivi sei, invece, sono stato bene, almeno per i primi tempi. Sai, un calciatore è sempre immerso in questo frullatore quotidiano fatto di allenamento-partita-allenamento. Io ho potuto staccare la testa e mi divertivo a vedere i miei compagni giocare. Mi ha aiutato potermi allenare in settimana con la squadra tranne che nei giorni immediatamente precedenti alla partita, quando correvo o facevo palestra da solo. Insomma, è stato ovviamente un periodo complicato, in cui però sono riuscito a trovare qualcosa di positivo.

**Qual era il tuo primo pensiero prima di andare a dormire e qual è invece oggi?**

"Allora l'ultimo pensiero era di tornare presto in campo. Prima della squalifica speravo che mi dessero il meno possibile, dopo pregavo di rientrare in fretta. Ora l'ultimo pensiero la sera è cosa mi aspetta il giorno dopo, cosa ho sbagliato nella giornata appena finita, in che cosa posso migliorare".

**Fagioli poi ha ammesso di dover ancora crescere tanto, soprattutto come uomo:**

"Nella testa resto un ragazzino, mi piace tanto divertirmi, stare con la famiglia, la ragazza, gli amici. Non mi piacciono la noia e rimanere da solo. Ma mi rendo conto che devo diventare più responsabile verso me stesso e le altre persone. E in campo uguale: in allenamento e in partita voglio essere un punto di riferimento per allenatore, società e compagni. Anche fuori dal campo".

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