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Spalletti salta la Lazio (ma non è lui il problema della Juve)

Xavier Jacobelli

Xavier Jacobelli

l giudice sportivo ha squalificato Luciano Spalletti per un turno: domenica 18 ottobre non andrà in panchina contro la Lazio di Gattuso, capolista del campionato insieme con l'Inter. Dopo il pareggio di Cagliari, decisamente mal digerito a giudicare dall'irrefrenato scatto di nervosismo nei confronti dell'incolpevole Pisacane (squalificato pure lui), l'allenatore della Juve ha sbottato: "Io non mi gioco il risultato di una partita, ho quasi 70 anni, mi gioco la fine della mia carriera. Devo essere in grado di gestire al meglio le potenzialità della mia squadra. Il risultato finale non mi interessa". Parole forti, parole chiare, anche per mettere i giocatori di fronte alle loro responsabilità. Sei giornate di campionato sono alle spalle: la Juve è sesta con 11 punti (3 vittorie, 2 pareggi, 1 sconfitta, 9 gol fatti, 5 al passivo) e sconta 5 lunghezze di svantaggio rispetto alla coppia di testa. In Europa League, travolto 5-0 il Nec Nimega (oggi undicesimo in Eredivisie, a -11 dal Feyenoord capolista), la squadra è attesa giovedì dalla non proibitiva trasferta di Vigo, avversario il Celta, nono in Liga, staccato di 16 punti dal Barcellona primo in classifica. L'1-1 in Sardegna ha rinfocolato malumori e discussioni sulla guida tecnica dei bianconeri, in ossequio al tormentone Conte che, come un fiume carsico, ciclicamente riemerge ogni qualvolta la Juve compie un passo falso o anche mezzo. La verità? Non è e non può essere Spalletti il problema del club più scudettato d'Italia, a secco del tricolore dal 2020 quando l'ultimo a vincerlo fu Maurizio Sarri, poi frettolosamente esonerato per dare il via al balletto dei sei allenatori in sei anni, accompagnato dai tredici dirigenti a vario titolo susseguitisi nella stanza dei bottoni alla Continassa. Non può essere Spalletti il problema se Woltemade ha segnato un solo gol, al Nec e Kolo Muani ne ha fatto uno al Nec e un altro al Cagliari; se Ekhator non si è praticamente mai visto e, comunque, è una seconda punta e non un bomber capace di andare in doppia cifra; se, da anni, la Juve non ha un regista degno di questo nome; se la Juve non ha giocatori in grado di verticalizzare l'azione offensiva. Per quanto sopra, Spalletti sta facendo i salti mortali senza rete. Lui si gioca la fine della sua carriera, altri si giocano la faccia.

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